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tararabundidee

"Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito. Perché la lettura è un'immortalità all'indietro."

Mese

novembre 2016

Dulcis in fundo: wishlist graphic novel… consigli STRA – richiesti.

Ci siamo, si inizia forse, forse a vedere la fine. Premetto una cosa che forse ho dimenticato di scrivere anche nei precedenti post (Wishlist saggi e consigli richiestiWishlist romanzi e consigli richiestiWishlist romanzi e consigli richiesti (parte 2)) , in queste wishlist sono raccolti solamente i titoli “urgenti” quelli che vorrei recuperare al più presto, se avessi voluto scrivere tutti i titoli della vita non ce l’avremmo mai fatta a uscirne.

Bene ora vi sciorino la listona delle graphic novel, la maggior parte tranne quelle uscite da pochissimo le ho già sfogliate, viste e riviste. Iniziamo:

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Habibi di Craig Thompson (Rizzoli 26,25): Craig Thompson e i suoi libroni costosissimi, qui siamo nel deserto caldissimo in cui viene raccontata una storia d’amore assoluta e tormentata. I protagonisti sono Dodola e Zam di cui si segue tutto, dall’infanzia, alla vita adulta.

Blankets di Craig Thompson (Rizzoli 21,50): altra storia d’amore, stavolta siamo nel Wisconsin, e la coppia non è il solo tema centrale, c’è la famiglia, ma soprattutto la fede, la religione. Un fumetto molto maturo, emozionante e anche questo enorme.

Lucrezia di Silvia Ziche (Rizzoli Lizard 12): un fumetto tutto da ridere, una donna comune non la classica bellona dei fumetti, alle prese con la quotidianità, i casini giornalieri, gli uomini, Silvia Ziche raccoglie ed amplia in questo volume le migliori vignette scritte per Donna Moderna.

Quaderni giapponesi di Igort (Coconino Press 16,15): Igort che nella vita precedente era stato giapponese, ci racconta e ci porta nella culla del disegno, attraverso i suoi colori, l’eleganza e la delicatezza dei tratti e delle persone di cui parla.

Maus di Art Spieglemann (Einaudi 17): topi e gatti come metafora di vittima e carnefice durante la Seconda Guerra Mondiale. I protagonisti sono una famiglia di topi, ebrei che devono ricostruirsi.

L’altro. Il rapporto di Brodeck. di Manu Larcenet (Coconino press 18,70): Brodeck è un ex deportato che deve indagare su uno straniero, anzi sullo straniero, l’Altro. Introspettivo e profondo. Larcenet affronta sempre tematiche “possenti”, l’edizione di questo suo fumetto in particolare è splendida.

23637323.jpgFun di Paolo Bacilieri (Coconino press 15,30): Bacilieri spiega la genesi del passatempo che appassiona tutti, in cui tutti si sono cimentati: il cruciverba. La storia del cruciverba si interseca poi con quella di Zeno Porno e con Milano.

I figli del capitano Grant di Alexis Nesme (Tunuè 14,37): trasposizione fumettistica dell’opera di Jules Verne, parla di mare e dell’avventura che Mary e Robert vivranno per cercare i sopravvissuti ad un naufragio.

Rughe di Paco Roca (Tunuè 6,70): il protagonista è Emilio, un anziano affetto dal morbo di Alzheimer e anche questo fumetto s’incentra sulla memoria, ciò che fa andare avanti Emilio, che gli permette di resistere alla malattia è il potersi aggrappare ai ricordi.

La casa di Paco Roca (Tunuè 14,37): tutto ruota intorno alla casa, ai ricordi che questa suscita, è tutto basato sul ricordo, sulla marmorizzazione di questa casa quando il suo inquilino scompare. Ogni oggetto, piccola cosa riesce a suscitare particolari ricordi a riesumare situazioni dimenticate. Delicata e bellissima, anche dal formato diverso.

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Maledetta balena di Walter Chendi (Tunuè 14,37):  Giovanni Dardini, ottantenne allettato viaggia indietro nel tempo per cercare di ricordare e tuffarsi di nuovo in en’esperienza che l’ha segnato, si torna indietro al 1943 quando Giovanni era su una misteriosa nave che conteneva altrettanti misteri.

La scimmia di Hartlepool di W. Lupano, J. Moreau (Tunuè 14,37): siamo nel 1874 e gli abitanti di Harrlepool villaggio inglese odiano a morte i francesi e come comportarsi quando come unico sopravvissuto di un naufragio si ritrovano una scimmia in uniforme francese?

In the pines di Erik Kriek, Eris Edizioni: 5 storie, 5 punti di vista, omicidi, storie tetre, cose meravigliose.

Quello che mi sta succedendo di Miguel Briava, Eris Edizioni: una storia di formazione, molto particolare.

 

Avete letto, sfogliato, desiderato uno di questi? Fatemi sapere! Il prossimo post concluderà la wishlist, finalmente! (Vi ricordo che il link vi manda all’articolo amazon a cui sono affiliata, buoni acquisti e/o allungamento della wishlist).

Le entusiasmanti avventure di Max Middlestone e del suo cane alto 300 metri – Faraci, Sio.

Quando sono andata alla presentazione di questo libro, edito da Feltrinelli al prezzo di 14 euro pensavo di sapere già cosa mi aspettava. I libri di Sio carichi di nonsense, di umorismo non sempre facile e le rubriche curate insieme a Tito Faraci su Topolino, divertentissime le ho lette tutte e quindi mi aspettavo una cosa del genere: divertente, piacevole ma molto leggera invece sono stata travolta da qualcosa di nuovo, originale e soprattutto geniale.

Le entusiasmanti avventure di Max Middlestone e del suo cane alto trecento metri fa entrare il lettore nel mondo del fumetto è un intero meta fumetto fa capire la perizia, la precisione, la meticolosità dello sceneggiatore che costruisce la storia, una storia avventurosa che si svolge tra Usa e Urss, avvincente; con morti, sparatorie, ritrovamenti, azione, avventura e poi Sio che tra una tavola e l’altra mette in scena delle cose assurde, trasporta in disegno letteralmente le parole dello sceneggiatore. Il fumetto anzi, questo strano ibrido è diviso in due parti: a sinistra le sceneggiature e i dialoghi di Tito Faraci; a destra, Sio che cerca di disegnare seguendo le indicazioni.

È incredibile quanto sia divertente questo libro, ma divertente in questo caso non deve assolutamente far pensare a qualcosa di banale, di semplice: è uno dei libri più difficili che io abbia mai letto. È un continuo rimpallo tra sceneggiatura e disegni, stare estremamente attenti alle parole della sceneggiatura per poi vedere come Sio ha trasportato il tutto nel disegno, è un ping pong mentale tra una pagina e l’altra ed è una formula originale e bellissima.

Non posso raccontarvi oltre della trama, posso solo dirvi che pur tra tutto questo c’è anche una storia che regge, che appassiona e si fa anche in tempo ad affezionarsi ai personaggi perché hanno la loro caratterizzazione; io ad esempio ho amato Cervo Di Legno. Posso dirvi che leggere questo libro è un’esperienza, ed io ammetto di aver avuto difficoltà nell’interpretare e nel trovare le varie corrispondenze è quasi una caccia al tesoro una specie di trova le differenze, ogni disegno nasconde e travisa il senso delle parole della sceneggiatura, tu sai di dover far attenzione ad ogni singola parola e a catturarne l’immagine precisa nella pagina a fianco e questo rende la lettura impegnativa, ma questo non la rende meno divertente, anzi!

È da leggere anche solo per cercare di intuire lontanamente la genialità di questi due autori, solo per aver pensato e formulato un concetto così particolare sono da ammirare, poi l’hanno sviluppato nel migliore dei modi e questo posso dire che è una vera chicca.

(Ho notato che le tabelle che avevo fatto un po’ di tempo fa vi erano piaciute, visto che però le foto non venivano bene ho abbandonato, ora ho trovato il modo di rifarle meglio quindi le rivedrete nelle recensioni!)

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Il link rimanda alla pagina del prodotto su amazon a cui sono affiliata, se volete comprare il libro e sostenere noi ed il nostro blog sarebbe un ottimo metodo e vi ringraziamo in anticipo!

Vi ricordiamo che siamo anche qui: Tararabundidee su facebook ❤

 

Letture da costruire e il must 2017 – La Lettura #10

Dal 24 al 27 novembre a Bologna si svolge il Bilbobul festival internazionale di Fumetto, organizzato dall’associazione Hamelin. Quest’anno al Bilbobul ci sarà una mostra, aperta fino al 7 gennaio, su Chris Ware autore di cui ci parla Andrea Fanti a p. 25 de La Lettura di questa settimana. Chris Ware è un fumettista, autore di Jimmy Corrigan, Rusty Brown che nel 2012 pubblica Building Stories che uscirà in Italia per Bao Publishing. Building Stories sembra essere un volume univo, geniale, innovativo. Grande come un gioco da tavola, contiene le facciate di un palazzo dove succede tutto. Brown descrive la vita di una ragazza in varie situazioni, single, madre, e la sua storia s’intreccia con quella degli altri abitanti del palazzo, di animali, ma la storia non è lineare. Questa è la genialità: Il lettore entra dal fumetto da una porta sul retro e decide dove dirigersi, dove orientarsi nella storia intricata piena di rimandi, rimescolazioni, rimestamenti di spazio, di tempo. La memoria gioca un ruolo fondamentale in tutto questo, perché il lettore deve stare attento agli sbalzi temporali, agli stacchi.

Building Stories sono appunto storie di palazzi, storie di costruzioni, ma anche storie da costruire dove è il lettore a costruire la storia sempre diversa a seconda di come viene letta. Il lavoro di Chris Brown con questo volume raggiunge l’apice,  i rimandi non sono infatti la chiave nello stesso Building Stories, ma anche nel suo stesso tratto che riprende quello di Otto Soglow, Winson McCay, richiamandosi anche a grandi artisti come Hergè e Hopper nell’uso dei colori.

Non vedo l’ora di vedere l’edizione italiana anche perché la Bao Publishing è maestra nelle pubblicazioni ad effetto, sarà molto interessante vedere il loro lavoro su questo autore che invece fino ad ora è stato pubblicato in Italia da un’altra grande casa editrice la Coconino.

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A pag. 33 ci inoltriamo in un campo poco battuto su questo blog, ma che m’interessa: La moda, parliamo infatti del colore che sarà il must del 2017 il blu, nella sfumatura denim draft.

Il blu sì, ma qual è la vera storia di questo colore? Cosa lo rende così unico? “Il blu indica uno slancio dionisiaco e insieme apollineo. Mutevole, cela e rivela, per consegnarsi come tensione che chiede di essere iscritta dentro un’architettura” dice Vincenzo Trione autore dell’articolo. Il blu infatti ha iniziato ad avere una sua dignità solo nel XII sec. Prima non era così quotato, poi invece diventa il colore della purezza, di Dio, della Vergine si carica di valenze simboliche, di misticismo ed allora sì che diventa un colore importante. Oggi il blu è dovunque ed assume un valore di tranquillità, calma: blu sono le pareti degli ospedali, delle scatole di tranquillanti, le bandiere dell’Onu, dell’Ue tutto blu ed ora colore dell’anno. Il blu poi è stato il colore prediletto da tanti artisti: Klein, Kandiskij, Fontana, Turrell che considerano il blu un colore puro, un colore da raggiungere oltre il quale non si può andare, col blu si respira la perfezione, la sublimità e questo articolo dimostra quanta carica emotiva, quanto valore può avere un colore, un qualcosa che vediamo tutti i giorni, a cui siamo talmente abituati da non fare caso.

Preparate gli armadi signori, blu a gogo.

Ringraziamenti (il ritorno)

La scorsa volta: Ringraziamenti! ero in crisi, esami, stress, scrivevo poco, ora invece gli esami li ho finiti e sto preparando la tesi. Vi scrivo dalla mia casetta giù, mentre fa un freddo cane ma sto vicino al fuoco dai.

Rispetto all’altro post è cambiato quasi tutto, tranne il motivo per cui vi ringrazio: siamo DUECENTO.

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Sono passati 5 mesi da quel post e 10 mesi da quando ho aperto il blog e non mi sarei mai immaginata questo, poter parlare delle cose che mi piacciono di più, essere letta, discutere scoprire nuovi libri, nuovi posti, nuove cose, tutto grazie a voi che mi seguite, mi scrivete e boh sono davvero contenta!

Sono soddisfatta di quello che si crea attraverso questa piattaforma e non m’interessa se siete in 200 o in 20, che i numeri per me non sono mai stati importanti, sono soddisfatta di poter condividere tante cose con persone appassionate, intelligenti, colte con cui posso crescere!

GRAZIE

(Ah così, giusto per ricollegarmi al post di cui sopra, c’è un’altra cosa in comune: un disegnetto nuovo)

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GRAZIE ANCORA, E NON SO PERCHÈ MI LEGGETE VISTO CHE C’È ALTRO MEGLIO DI ME, MA GRAZIE VI VOGLIO BENE TUTTI.

Stranieri – La Lettura #9

Quanto è facile per noi, riconoscere le parole dei nostri cari autori, il proverbiale “Montalbano sono” di Camilleri, i versi di Leopardi, in qualsiasi zona d’Italia noi ci troviamo, le particolarità, le sfumature dei nostri dialetti vengono apprese, condivise, studiate, ma all’estero come vengono rese?

Di questo problema ci parla Ida Bozzi a pag. 19 de La Lettura, presentando il libro Echi da Babele in cui 23 studenti del Master di Editoria del collegio Santa Caterina di Pavia hanno studiato autori italiani e stranieri sottolineando la difficoltà di tradurre alcune parole, frasi etc.

In paesi stranieri, alcune parole, alcuni modi di dire vengono resi in maniera completamente diversa e questo crea non pochi problemi. L’autore nella lingua in cui scrive crea una certa musicalità, una particolare costruzione che molto spesso nella migrazione da una lingua all’altra viene meno. Una delle soluzioni che spesso si utilizza è quella di lasciare determinati termini nella lingua originale e corredare il testo di note in cui si spiega pedissequamente il significato, ma non si può riempire un libro di note. Ecco allora che prende vita la magia della traduzione: può infatti sembrare qualcosa di sterile, di meccanico, ma è un arte al pari della scrittura. I traduttori devono manipolare i testi, renderli comprensibili senza stravolgerli, senza togliere nulla per questo si può dire che “la traduzione è vivace come il mondo, inventa novità, conosce costumi, si tiene aggiornata e si adatta perfino alla cronaca di tutti i giorni.” Questo non è compito facile, ma pensiamo a tutti i libri, a tutti i linguaggi in essi contenuti che hanno stravolto e cambiato il nostro di linguaggio e questo è anche merito dei traduttori che hanno saputo rendere e riportare ciò che gli autori volevano mostrare, come dice Massimo Bocchiola (anglista e traduttore) “Le traduzioni arricchiscono la lingua d’arrivo e la trasformano in neolingua. Creano ciò che prima non c’era.” Questo meccanismo creativo quindi non è da attribuire solo agli autori, c’è tanto lavoro dietro ad un testo e non dobbiamo dimenticare di chi ci permette di leggere i libri stranieri.

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Prendendo spunto da un libro straniero Pierdomenico Baccalario fa una bellissima riflessione sul tè e su quale libro poteva vertere l’articolo se non Alice e il paese delle meraviglie? Dove l’ora del tè viene prolungata all’infinito, svoltasi sempre tra tre strani interlocutori: il Cappellaio Matto, il Leprotto Marzolino e il Ghiro. Sempre e solo loro, che hanno litigato con il tempo e che non possono accogliere nessun altro nella loro tavola, neanche la piccola Alice che invece sarebbe tanto desiderosa di farlo. In realtà Alice non potrebbe mai sedersi a bere il tè con loro perché lei viene da un mondo ordinato dal tempo, scandito, preciso, regolare come potrebbe mai star bene lì, dove tutto è l’ora del tè? Il tempo non esiste, nient’altro esiste a parte loro, la loro stupenda conversazione e quel liquido aromatico e amaro a tenere il tutto legato. La dilatazione del tempo qui rappresenta anche la dilatazione dello stare bene insieme a conversare e a sorseggiare tranquilli del buon tè, ma se il tutto dovesse essere trasportato al giorno d’oggi sarebbe così? Baccalario, come tutti noi penso, dice di no. Il tè è un’usanza che ha quasi il sapore d’antico, perché è impensabile lo stare a sedere e conversare tranquillamente senza pensare al tempo che incombe, e allora quale liquido potrebbe esprimere meglio la schizofrenia e l’eccitazione, la velocità del nostro mondo se non il caffè? Duemila tipi di caffè a sottolineare la complessità del mondo, mai sedersi, berlo di corsa al bancone, non ci sarebbe stata un’ora del caffè non si sarebbe potuto dilatare tutto lo spazio tempo oggi, davanti ad una piccola tazzina di caffè.

E voi, siete tè o caffè?

 

Wishlist romanzi e consigli richiesti (parte 2):

Siamo alla seconda parte della mia smisurata lista desideri dedicata ai romanzi, ancora non se ne vede la fine. Per le puntate precedenti vi rimando a: Wishlist saggi e Wishlist romanzi . Bene iniziamo:

Scherzetto di Domenico Starnone (Einaudi, 14,88): i protagonisti sono un nonno ed il suo nipotino, tra giochi, racconti, confronti dovranno passare insieme tre giorni. È il racconto di un legame familiare che non viene reso tanto spesso in letteratura, e che la critica ha apprezzato moltissimo.

Stivali di gomma svedesi di Mankell Henning (Marsilio, 9,99): rimasto per moltissimo tempo nella classifica dei libri più venduti in Italia, è un giallo, un thriller al cui centro abbiamo un paio di stivali entrambi calzanti il piede sinistro ed una serie di incendi.

Di cosa parliamo quando parliamo d’amore di Raymond Carver (Einaudi 8,25): il maestro del racconto ne raccoglie qui 17, profondi, reali, scritti in maniera magistrale.

Rosso Parigi di Maureen Gibbon (Einaudi, 15,50): il racconto dell’incontro e poi della tormentata storia d’amore tra Edouard Manet e Victorine Meurent, in una Parigi provocatoria e passionale, dove s’incontrano anche altri grandi artisti: Baudelaire, Renoire…

L’amore prima di noi di Paola Mastrocola (Einaudi 9,99): il racconto dell’amore, di come l’amore è stato interpretato secoli e secoli fa. L’autrice cerca di raccontare l’amore come lo concepivano i Greci, tra miti, incanti, divinità, quando tutto sembrava possibile.

Il corso dell’amore di Alain de Botton (Guanda 15,80): ancora un altro romanzo che si concentra sull’amore, senza raccontare la frizzantezza iniziale, il dolore di quando finisce, ma concentrandosi su tutte le sfaccettature intermedie, su cosa succede quando l’amore rimane, ma la passione va via, quando si sta insieme da tanto.

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Il mio turno per il tè di Monica Dickens (Elliott 14,88): la protagonista è una giornalista, ma soprattutto una donna ed è su questo che verte il romanzo. La femminilità è messa in primo piano perchè è un problema per chi lavora in una redazione, per chi lavora con soli uomini e deve continuamente mettersi in discussione.

Kafka sulla spiaggia di Haruki Murakami (Einaudi 11,28): ancora più bello del libro dello stesso autore presente nella parte precedente, Norvegian Wood, mi è stato detto. I protagonisti sono un ragazzo ed un vecchio, entrambi fuggono, diretti nello stesso luogo. Le loro storie sono drammatiche, diverse ed alla fine s’intrecceranno.

La schiuma dei giorni di Boris Vian (MArcos y marcos 14,88): è una storia d’amore, particolare, tra due personaggi particolari, un solo difetto: la storia è fulminea in ogni senso.

Very Good Lives di J. K. Rowling (Brown and Company, pubblicato solo in inglese): pur essendo un saggio, l’ho collocato qui, è il discorso fatto dalla Rowling ai laureati di Harvard, è un saggio, ma è anche un racconto di vita, un discorso motivazionale ad affrontare la vita e le sue difficoltà.

La vedova Van Gogh di Camilo Sanchez (Marcos y marcos 13,60): la meravigliosa storia di Johanna, moglie di Theo Van Gogh, colei che fece conoscere il meraviglioso artista olandese al mondo.

Novella degli scacchi di Stefan Zweig (Einaudi 7,13): è un racconto, più che un romanzo e parla di una partita a scacchi, fatta da due uomini completamente diversi. È il libro galeotto dei protagonisti di Storie di un’attesa.

Sul mare. Racconti di sole e di vento A.A. V.V. (Lindau 11,90): tanti racconti, tante pagine meravigliose prese da autori grandissimi: D’annunzio, Capuana, LAwrence, Pirandello, tutti con una cosa in comune: il mare.

Le cose che restano di Jenny Offill (NN editore 14,45):  la storia parla di Grace, una bambina con dei genitori meravigliosi, faranno di tutto per far crescere la loro piccola in un ambiente stimolante, per educarla nel migliore dei modi, ma questo non basterà per nascondere le loro fragilità, i difetti che a poco a poco Grace dovrà affrontare.

Risposta multipla di Alejandro Zambra (Sur 10,20): un romanzo e insieme un esperimento letterario, ci sono storie che s’intrecciano, domande a cui rispondere, questionari, test e tanto altro, è una fiction non fiction, dove si chiede al lettore attenzione, prontezza per stare dietro ai mille stimoli che quest’opera riesce a dare.

Signori, con i romanzi per ora abbiamo finito, ma la wishlist è ancora lunga! Per quanto riguarda i romanzi, come noterete, oltre alla grandissima Einaudi, mi sto approcciando sempre di più alle case editrici indipendenti, che sfornano tantissimi libri interessantissimi, io aspetto i vostri consigli, suggerimenti e perchè no, sapere anche se la vostra wishlist si è ampliata con questi post!

Alla prossima!

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