Il primo numero della nuova stagione di Orfani serie a colori della Bonelli (che se non avete ancora letto, cercate di recuperare visto che dal 28 ottobre verrà riproposta la serie con il Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport) è uscito il 15 ottobre.

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La miniserie sceneggiata da Roberto Recchioni e Paola Barbato, solo 3 numeri, torna molto indietro cronologicamente e narra della storia di Jsana Juric la cattiva della serie. Il primo numero: Il fiore del male, si concentra sull’infanzia e sull’adolescenza della futura dottoressa, scavando nella vita segretissima della Juric tramite la figura di Emile Bogdan suo biografo. La narrazione è molto densa, la storia della piccola Jsana si apre con una strage di formiche e lei sta lì intenta a guardarle bruciare e già ci troviamo di fronte ad un campanello d’allarme: Jsana non è una bambina come tutte le altre e al di là del trauma che sicuramente inciderà tantissimo sul suo carattere, sembra che abbia una cattiveria innata, ma soprattutto non sembra essere in grado di provare compassione, pena, un qualche sentimento positivo.

Oltre alla piccola Jsana emerge un altro personaggio Sandor Kozma il padre adottivo, personaggio che nel corso del fumetto cambia radicalmente passando da “dominatore”, che costringe Jsana ad assurde penitenze e privazioni a cui la bambina dimostra affetto, smisurato affetto tanto che poi Kozma diventa completamente dominato, soggiogato da Jsana (tanto da chiamarla “Mia Signora”) che si rivela essere una manipolatrice perfetta già da ragazzina.

Tra frasi ad effetto come: “Quei bambini puzzano. Sanno di guerra non li voglio toccare” e le bellissime tavole disegnate da Accardi e De Angelis si snoda questa narrazione a tratti disturbante e Jsana cresce sviluppando la sua capacità di osservazione pari a quella dello Sherlock di Cumberbatch e dimostra di essere una donna capace di qualsiasi cosa per ottenere ciò che vuole, scoprendo di poter manipolare gli uomini grazie al suo corpo e lasciando scoprire anche a Kozma quanto è disposta a dare per arrivare dove vuole. Le scene più tragiche come la strage iniziale e la scoperta di Kozma di aver praticamente contribuito a creare un mostro, decretando il suo fallimento come padre, hanno tutte una scala cromatica di rossi che rendono perfettamente il senso drammatico e sottolineano la situazione cruenta in cui ci si trova pur non disegnandola esplicitamente.

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La storia della Juric è estremamente accattivante e queste 98 pagine sono ricchissime quindi merita assolutamente di essere letto. Almeno questo primo numero è staccato dal contesto precedente, sembrerebbe uno spin – off, si lega al presente del resto della saga solo nel prologo e nell’epilogo, però si lega alla nostra attualità narrando di profughi, di sopravvissuti praticamente del nostro presente.

Il volume costa 4,50€ e il 15 novembre esce il secondo numero: Storia di una principessa.

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