Il suono del mondo a memoria è una graphic novel edita da Bao Publishing al prezzo di 21 euro

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Giacomo Bevilacqua è famoso per “A panda piace” che è carinissimo e supersimpatico e non sapevo cosa aspettarmi da questo fumetto, che ho scoperto essere totalmente diverso.

La storia del protagonista, Sam, si rivela solo alle ultime pagine ed inizialmente infatti ho avuto qualche “problema” di interpretazione con lui. La trama è incentrata su una sfida che Sam, fotografo e giornalista, deve fare e documentare, nella sua città preferita: New York. Ora non vi dico nulla sulla sfida, ma posso invece parlarvi dell’importanza che ha New York nella storia. New York è gli dava la sensazione di “stare vivendo esattamente dove tutte le cose accadono perchè sono destinate ad accadere” e ancora “New York avrebbe potuto influire sulle traiettorie di vita di ogni singolo individuo” ma soprattutto “Il dolore gli aveva rubato già diversi mesi, quando aveva preso la decisione di andarsene. Perchè ogni volta che si trovava a dover fare i conti con il dolore, c’era una sola cosa che Sam, riusciva a fare con estrema tranquillità: la valigia per New York” quindi è l’unica città al mondo in cui Sam potrebbe recitare la sua storia.

È una graphic novel molto profonda, quello che è il motivo del voler scappare a New York, il motivo dell’iniziare questa strana sfida e il motivo per cui nella mente di Sam risuona sempre la stessa canzone è veramente triste, ma viene sbattuto in faccia al lettore all’improvviso e questo è il bello di questo fumetto, le persone, i fatti vengono rivelati all’improvviso. Ed è all’improvviso che Joan entrerà nella vita di Sam, lui manco se n’era accorto che era in ogni luogo in cui c’era lui e che poteva fare quello che nessun altro avrebbe mai potuto.

È una storia straordinaria ma solo alla fine, dopo alcune rivelazioni, si entra in empatia con Sam che all’inizio mi è parso un personaggio veramente strano, la sua sfida poi: una pazzia.

Le tavole, i colori (è anche la prima esperienza coloristica di Bevilacqua) sono straordinarie ugualmente, il mese in cui è ambientata la storia è Novembre ed aprendo il libro si respira autunno. È una graphic novel molto riflessiva, la voce narrante è quella di Sam ma c’è una specie di narratore esterno che poi diventa interno. In alcuni pezzi scompaiono i balloons (che non hanno la forma comune, perchè non si tratta di veri e propri dialoghi, ma più di didascalie), Sam rimane anche “graficamente solo”, le pagine si scuriscono e troviamo un’unica immagine con una didascalia, una cartolina, una foto con l’appunto, con le riflessioni di Sam che immortalano l’attimo.

La trama, i personaggi, le tavole, i colori, sono tutti bellissimi, ma la cosa che mi è piaciuta di più è lo stile e la delicatezza con cui l’autore ha trasposto i sentimenti sulle pagine. Non si tratta di un fumetto umoristico anzi, la storia tocca corde intime, delicate ed è molto intensa, c’è il dramma, la sfida, l’amore, l’incomunicabilità, varie difficoltà. Nonostante ci sia qualcosa di magico nella storia è tutto estremamente realistico e devo ammettere di essermi anche commossa (cosa che non succede quasi mai). Già la dedica alla prima pagina dice tutto: non c’è niente di mieloso e sdolcinato, c’è la giusta dose di romanticismo.

Senza spoilerarvi la trama non so più che dirvi, è un fumetto che dovete scoprire da soli come ho fatto io, un fumetto che merita!

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