A pag. 15 de La Lettura di questa settimana n• 251, ho scoperto che i licei di Roma prima e poi altri nelle varie regioni italiane, hanno creato un archivio che permetta agli studenti di avvicinarsi alla letteratura del ‘900 e alla letteratura contemporanea. Questo ATLANTE DIGITALE DEL ‘900 LETTERARIO, progetto di sperimentazione didattica, si propone di far scoprire agli studenti quella parte di letteratura che non rientra nei programmi scolastici. Il tutto è realizzato dagli studenti. Questo sito che vuole essere uno strumento più ricco di Wikipedia, consultabile all’indirizzo anovecento.net si compone di varie sezioni:

·       L’elenco alfabetico degli autori

·       900Ciak, dove vengono rilette opere ed autori attraverso lavori multimediali

·       900Scatti nasce invece dalla collaborazione con il fotografo Paolo Di Paolo

Questo progetto inoltre è ricco di riflessioni e recensioni fatte dagli stessi studenti, attraverso collaborazioni con varie case editrici che tengono le scolaresche informate sulle nuove uscite. Queste collaborazioni sono molto importanti, perché coinvolgono gli studenti nel mondo della cultura, della lettura, mondo dal quale sono sempre più esclusi. Carlo Albarello, ideatore di questo progetto dice infatti che tutto ciò serve a far prendere consapevolezza ai ragazzi del mondo e della società in cui si trovano, che non può ancorarsi ad una letteratura astrusa, senza cercare di interpretarla attraverso le opere contemporanee. Inoltre gli studenti si trovano a vivere in un mondo estremamente ricco di informazioni, immagini, testi in cui è difficile orientarsi e per i ragazzi la soluzione migliore è non leggere, non informarsi. Per questo l’atlante diventa utilissimo, i ragazzi riescono a capire la realtà culturale di cui fanno parte ed inserirsi in essa attraverso questo pratico strumento. Voi che ne pensate, secondo voi è una buona idea inserire attraverso questo progetto il mondo letterario contemporaneo nelle scuole, oppure sarebbero meglio altri metodi?

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Nella sezione Maschera, a pag. 35 invece, Aldo Grasso ci presenta un nuovo modo di fare televisione: la slow tv. Lo spunto per l’articolo deriva dal fatto che il colosso Netflix che ci ha abituato a serie fantastiche (di alcune ve ne parlo qui: Stranger Things – NetflixMarco Polo – Netflix ) proporrà un format norvegese: riprese lunghissime di legna che arde, dell’aurora boreale oppure della traversata verso il sole di mezzanotte di una nave da crociera, si parla di ben 8040 minuti. La televisione norvegese ha mandato molto spesso in onda questo tipo di programmi, accompagnate da melodie scelte appositamente, letture di poesie, della costituzione, di salmi. Questo particolare tipo di programma in Norvegia sembra funzionare molto, il fatto che Netflix voglia riproporlo anche nelle tv americane e nostrane (nonostante non sia la primissima volta, pare infatti che anche in America le riprese molto lunghe del focolare vadano, specie nel periodo natalizio) è sintomo che sta avvenendo o dovrà arrivare una nuova era della tv, con qualcosa che non tenga attaccati allo schermo, ma che crei accompagnamento, sottofondo, che ricrei un’atmosfera familiare un focolare appunto.

Ora io non so se è semplicemente un esperimento quasi sociologico o la creazione di un vero e proprio nuovo modo di fare tv, staremo a vedere.

Voi pensate che la slow tv possa rivoluzionare il mondo frenetico in cui viviamo? Potrebbero interessarvi e incollarvi allo schermo programmi del genere?

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