Salve a tutti non so se lo conoscete, lo comprate ma ogni domenica con Il Corriere della Sera esce il supplemento La Lettura.

Non sempre riesco a comprarlo, non sempre arriva, non sempre è disponibile, però è ricchissimo di articoli e spunti interessanti e spero che la maggior parte dei lunedì, possa condividere con voi gli articoli che ho trovato più interessanti!

Bene, iniziamo:

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p. 27, sezione SGUARDI: IL VOLGARE E’ DIVENTATO PROPRIO BELLO di Vincenzo Trione

L’articolo presenta la mostra “The Vulgar” che si terrà dal 13 ottobre al 5 febbraio alla Barbican Art Gallery di Londra.  La volgarità, il volgare, il popolano, il non di classe è sempre negativo? “Che cos’è il volgare per voi? – esordisce l’articolo – Quel talk show in cui il confronto con gli ospiti si trasforma in un’arena? L’ossessiva mania del mettersi in vetrina sui social? Il culto esasperato del corpo?”

Per i curatori della mostra non sembra essere qualcosa di disturbante e negativo, gli esempi che anzi portano all’attenzione del pubblico sono grandi nomi dell’arte: Dalì, Warhol e della moda: Gaultier, Galliano, Vuitton quasi per boicottare l’immagine comune di volgarità. Trione dice infatti “si tratta di un’idea estetica che lambisce – senza tuttavia aderirvi – i territori liquidi del kitsch, del trash, dello sfarzoso e del brutto …” Quasi però a volersi dare un tono, a mo’ di giustificazione ecco che spunta chi il volgare lo ha nobilitato, siamo però in un altro campo e parliamo dei nostri grandi autori: Dante, Petrarca, Boccaccio, S. Francesco autori che hanno fatto del volgare un’innovazione e un modo per poter parlare delle cose più alte a cui l’uomo può arrivare.

Il fine di questa mostra sarebbe proprio quella di “nobilitare” il volgare, andare a capovolgere l’opinione comune, prendendo come testimoni grandi personaggi che attraverso la volgarità, attraverso l’esagerato, il pacchiano hanno lasciato un segno, andando controcorrente, facendo arte. Riusciranno a dimostrare attraverso questa mostra che “Questo è il tempo della bella volgarità?”

p. 44 “No, figlio mio il più bel mestiere è leggere.” di Alessandro Piperno.

Piperno in queste ultime settimane si è misurato con i grandissimi della letteratura: Flaubert, Tolstoj, ieri Stendhal, ma non è di questo che voglio parlarvi. Questo piccolo trafiletto, questa specie di lettera al figlio è stata davvero illuminante. Piperno sconsiglia vivamente al figlio il mestiere dello scrittore, che inaridisce, incattivisce, rende solitari. Ciò che bisogna fare è invece leggere, ma attenzione: la lettura deve essere mirata, non si deve badare alla quantità, alla varietà, la lettura deve invece essere misurata ed avere un fine particolare, leggere romanzi grandiosi e riuscire a conoscerne i segreti. Riuscire a catturare l’essenza di quello che si legge, lo stile, bisogna scegliere le letture con criterio e poi rileggerle per sapere tutto di loro. “Impratichirsi con la grandezza senza mai arrivare a raggiungerla.” Leggete anche voi i libri scrupolosamente e soprattutto li rileggete? Ne conoscete qualcuno realmente bene?

 

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