Buonasera! Il primo libro della mia TBR di agosto è concluso.

Purtroppo non ho un’edizione magnifica, mi sono dovuta accontentare di quello edito dall Newton Compton per 4,90 euro.

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Inizio subito col dire che non è il mio genere, il romanzo gotico non mi ha mai attirato molto, anche perchè la struttura del romanzo gotico (quello vero) è molto standardizzata e una volta letto Frankenstein, che secondo me è un capolavoro assoluto, gli altri non rendono. Leroux scrive quando la moda del romanzo gotico è ormai finita (1909) ed infatti il suo libro è diverso dai romanzi gotici dell’800, è molto ironico, satirico, moderno ovviamente. Il mostro, anzi in questo caso il fantasma è molto ben caratterizzato, ha una sua storia, un suo passato definito, mentre in genere i protagonisti dei gotici ottocenteschi si caratterizzano per non avere un nome, un’identità vera, una storia. La giovane fanciulla innocente ammaliata dal cattivo, dalla bestia invece ce l’abbiamo, sisì prende spunto dalla fiaba.

L’attrazione verso il fantasma di Christine Daaè, giovane cantante svedese, deriva dalla capacità canora del fantasma, la Voce, che si manifesta a lei mostrandole tutti i segreti della musica. Christine è la solita ragazza giovane, bella, ingenua, credulona e incredibilmente malinconica e romantica, che ha verso il fantasma sentimenti contrastanti: ammirazione, amore, compassione, ma soprattutto paura. Il paladino della giustizia in questo caso è il giovane visconte di Chagny bello, ricco e sensibile che ama la cantante e che per lei è disposto a rompere le regole dell’aristocrazia francese per sposarla, farà di tutto per averla e per riuscire ad eliminare quel filo lussurioso che la lega al fantasma. Poi c’è il fantasma, di cui non vi dico nulla, sennò è super spoiler. La sua storia viene raccontata negli ultimi capitoli da un altro personaggio: il Persiano, attraverso una serie di lettere. Sappiate solo che il fantasma è un genio: cantante, compositore, architetto, costruttore.

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La storia non ha nulla di macabro forse un po’ solo negli ultimi capitoli, è anzi molto delicata, descrittiva e da padrone la fanno i dialoghi. La storyline principale, quella di Christine e del fantasma è intervallata dalle vicende simpaticissime degli increduli nuovi direttori dell’Opera, che non riescono a credere all’esistenza di un fantasma e che fanno di tutto per cercare di capire chi li sta prendendo in giro.

La vicenda si svolge interamente nel teatro, Parigi non esiste nel libro, il mondo non esiste, si parla solo di camerini, quinte, scene, palchi, sotterranei, lo spazio del romanzo è l’Opera. Lo stile di Leroux è particolare per un romanzo, ha un tono giornalistico, snello e porta il lettore a conoscenza dei fatti come se stesse narrando un fatto di cronaca, sembra che le cose siano già state fatte e che vengano poi riportate oggettivamente, senza alcuna interferenza.

Non è un libro proprio leggero, soprattutto negli ultimi capitoli, dove si rende manifesta tutta la vicenda di Christine e del fantasma, dove esplode tutto il sentimentalismo ed il pathos che non si era avuto all’inizio, è stata però una lettura piacevolissima e ve la consiglio anche se come me non siete appassionati del genere.

Avete letto già quest’opera o altri romanzi gotici? Vi piacciono? Raccontatemi!

 

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