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"Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito. Perché la lettura è un'immortalità all'indietro."

Mese

agosto 2016

Il bel volgare e le riletture, La Lettura #1

Salve a tutti non so se lo conoscete, lo comprate ma ogni domenica con Il Corriere della Sera esce il supplemento La Lettura.

Non sempre riesco a comprarlo, non sempre arriva, non sempre è disponibile, però è ricchissimo di articoli e spunti interessanti e spero che la maggior parte dei lunedì, possa condividere con voi gli articoli che ho trovato più interessanti!

Bene, iniziamo:

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p. 27, sezione SGUARDI: IL VOLGARE E’ DIVENTATO PROPRIO BELLO di Vincenzo Trione

L’articolo presenta la mostra “The Vulgar” che si terrà dal 13 ottobre al 5 febbraio alla Barbican Art Gallery di Londra.  La volgarità, il volgare, il popolano, il non di classe è sempre negativo? “Che cos’è il volgare per voi? – esordisce l’articolo – Quel talk show in cui il confronto con gli ospiti si trasforma in un’arena? L’ossessiva mania del mettersi in vetrina sui social? Il culto esasperato del corpo?”

Per i curatori della mostra non sembra essere qualcosa di disturbante e negativo, gli esempi che anzi portano all’attenzione del pubblico sono grandi nomi dell’arte: Dalì, Warhol e della moda: Gaultier, Galliano, Vuitton quasi per boicottare l’immagine comune di volgarità. Trione dice infatti “si tratta di un’idea estetica che lambisce – senza tuttavia aderirvi – i territori liquidi del kitsch, del trash, dello sfarzoso e del brutto …” Quasi però a volersi dare un tono, a mo’ di giustificazione ecco che spunta chi il volgare lo ha nobilitato, siamo però in un altro campo e parliamo dei nostri grandi autori: Dante, Petrarca, Boccaccio, S. Francesco autori che hanno fatto del volgare un’innovazione e un modo per poter parlare delle cose più alte a cui l’uomo può arrivare.

Il fine di questa mostra sarebbe proprio quella di “nobilitare” il volgare, andare a capovolgere l’opinione comune, prendendo come testimoni grandi personaggi che attraverso la volgarità, attraverso l’esagerato, il pacchiano hanno lasciato un segno, andando controcorrente, facendo arte. Riusciranno a dimostrare attraverso questa mostra che “Questo è il tempo della bella volgarità?”

p. 44 “No, figlio mio il più bel mestiere è leggere.” di Alessandro Piperno.

Piperno in queste ultime settimane si è misurato con i grandissimi della letteratura: Flaubert, Tolstoj, ieri Stendhal, ma non è di questo che voglio parlarvi. Questo piccolo trafiletto, questa specie di lettera al figlio è stata davvero illuminante. Piperno sconsiglia vivamente al figlio il mestiere dello scrittore, che inaridisce, incattivisce, rende solitari. Ciò che bisogna fare è invece leggere, ma attenzione: la lettura deve essere mirata, non si deve badare alla quantità, alla varietà, la lettura deve invece essere misurata ed avere un fine particolare, leggere romanzi grandiosi e riuscire a conoscerne i segreti. Riuscire a catturare l’essenza di quello che si legge, lo stile, bisogna scegliere le letture con criterio e poi rileggerle per sapere tutto di loro. “Impratichirsi con la grandezza senza mai arrivare a raggiungerla.” Leggete anche voi i libri scrupolosamente e soprattutto li rileggete? Ne conoscete qualcuno realmente bene?

 

Sono arrivati!

Ecco, volevo condividere con voi un momento di grande gioia. E’ arrivato il pacco della Bao Publishing con i fumetti che avevo ordinato (di cui vi ho parlato in questo post: Sconti Bao).

In genere preferisco comprare i libri e i fumetti nelle librerie: toccarli, sfogliarli, annusarli. Da internet ho preso solo alcuni libri che mi servivano per l’università ed ora ero infatti un po’ in ansia, anche perchè la Bao aveva detto di avvisare con una mail quando l’ordine sarebbe stato spedito e a me non è arrivato nulla… Immaginate il panico, poi però è arrivato direttamente il pacco che io pensavo ormai disperso nella vastità dell’universo.

Bando alle ciance, ecco le mie meraviglie:

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Devo dire che li ho abbracciati molto una volta arrivati e visti che erano ormai sani e salvi! Ora però non so da quale iniziare, mia sorella mi ha detto di iniziare dal più piccolo al più grande, ma io sono ancora indecisa. Voi cosa dite?

Visto che siamo agli sgoccioli di agosto, volevo anche informarvi sullo stato della mia TBR mensile (vi lascio il link all’articolo: TBR agosto), uno dei libri l’ho abbandonato, davvero non ce l’ho fatta! In sostituzione ho letto “La profezia dell’armadillo” di Zerocalcare e ora ho iniziato “I fratelli Karamazov”. Come stanno andando invece i vostri obbiettivi di lettura?

Mi trovate su:

Goodreads

Anobii

 

Stranger Things – Netflix

Il mix perfetto signore e signori. Brivido, suspance, feelings, morti, apparizioni etc etc etc…

Stiamo parlando di una serie che per ora ha solo una stagione con 8 puntate, ma ha avuto un successo strepitoso: piena di rimandi, ambientata negli anni ’80 in Indiana, grande musica, una splendida Winona Ryder, insomma è ottima per i nostalgici e non. Tutti questi richiami a quel grande decennio sono però equilibrati, non siamo di fronte a una copia. Si va da E.T. a Stephen King, I Goonies, X – files: di tutto insomma ed ecco la colonna sonora:

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La storia è incentrata su un gruppo di 4 ragazzini uno di loro scompare misteriosamente, mentre appare una ragazzina “stramba”: Eleven. La sua storia viene appresa pian piano, attraverso vari flashback, credo sia un personaggio meraviglioso e dolcissimo. In realtà i personaggi principali sono tutti molto dolci, molto carini, anche se in un primo momento possono non sembrare così (vedi Nancy o Steve). E’ inquietante sicuramente, è viscido in alcuni momenti, ma è puro spettacolo, anche sentimentale e strappalacrime. I miei personaggi preferiti sono i Byers, Joyce e Jonathan: una madre combattiva, che non si ferma davanti a nulla, lotta contro tutti, anche contro sé stessa, che interpretazione magistrale per Wino; e poi Jonathan il figlio maggiore: l’uomo ideale, vive il suo trauma in silenziosa solitudine, ma non per questo è meno combattivo di sua madre, troverà un’alleata imprevista nella lotta contro il “Demogorgone” e poi… gli mettono in bocca pura poesia, è da amare.

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Il finale di stagione è bellissimo: lascia ben sperare da un lato, ma dall’altro insomma non è molto rassicurante. Staremo a vedere, sicuramente è uno dei più bei telefilm che io abbia mai visto e a me i trhiller/fantasy non sono mai piaciuti. Voi lo avete visto/ne avete sentito parlare?

Il fantasma dell’Opera – Leroux

Buonasera! Il primo libro della mia TBR di agosto è concluso.

Purtroppo non ho un’edizione magnifica, mi sono dovuta accontentare di quello edito dall Newton Compton per 4,90 euro.

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Inizio subito col dire che non è il mio genere, il romanzo gotico non mi ha mai attirato molto, anche perchè la struttura del romanzo gotico (quello vero) è molto standardizzata e una volta letto Frankenstein, che secondo me è un capolavoro assoluto, gli altri non rendono. Leroux scrive quando la moda del romanzo gotico è ormai finita (1909) ed infatti il suo libro è diverso dai romanzi gotici dell’800, è molto ironico, satirico, moderno ovviamente. Il mostro, anzi in questo caso il fantasma è molto ben caratterizzato, ha una sua storia, un suo passato definito, mentre in genere i protagonisti dei gotici ottocenteschi si caratterizzano per non avere un nome, un’identità vera, una storia. La giovane fanciulla innocente ammaliata dal cattivo, dalla bestia invece ce l’abbiamo, sisì prende spunto dalla fiaba.

L’attrazione verso il fantasma di Christine Daaè, giovane cantante svedese, deriva dalla capacità canora del fantasma, la Voce, che si manifesta a lei mostrandole tutti i segreti della musica. Christine è la solita ragazza giovane, bella, ingenua, credulona e incredibilmente malinconica e romantica, che ha verso il fantasma sentimenti contrastanti: ammirazione, amore, compassione, ma soprattutto paura. Il paladino della giustizia in questo caso è il giovane visconte di Chagny bello, ricco e sensibile che ama la cantante e che per lei è disposto a rompere le regole dell’aristocrazia francese per sposarla, farà di tutto per averla e per riuscire ad eliminare quel filo lussurioso che la lega al fantasma. Poi c’è il fantasma, di cui non vi dico nulla, sennò è super spoiler. La sua storia viene raccontata negli ultimi capitoli da un altro personaggio: il Persiano, attraverso una serie di lettere. Sappiate solo che il fantasma è un genio: cantante, compositore, architetto, costruttore.

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La storia non ha nulla di macabro forse un po’ solo negli ultimi capitoli, è anzi molto delicata, descrittiva e da padrone la fanno i dialoghi. La storyline principale, quella di Christine e del fantasma è intervallata dalle vicende simpaticissime degli increduli nuovi direttori dell’Opera, che non riescono a credere all’esistenza di un fantasma e che fanno di tutto per cercare di capire chi li sta prendendo in giro.

La vicenda si svolge interamente nel teatro, Parigi non esiste nel libro, il mondo non esiste, si parla solo di camerini, quinte, scene, palchi, sotterranei, lo spazio del romanzo è l’Opera. Lo stile di Leroux è particolare per un romanzo, ha un tono giornalistico, snello e porta il lettore a conoscenza dei fatti come se stesse narrando un fatto di cronaca, sembra che le cose siano già state fatte e che vengano poi riportate oggettivamente, senza alcuna interferenza.

Non è un libro proprio leggero, soprattutto negli ultimi capitoli, dove si rende manifesta tutta la vicenda di Christine e del fantasma, dove esplode tutto il sentimentalismo ed il pathos che non si era avuto all’inizio, è stata però una lettura piacevolissima e ve la consiglio anche se come me non siete appassionati del genere.

Avete letto già quest’opera o altri romanzi gotici? Vi piacciono? Raccontatemi!

 

Sconti Bao Publishing!

Ciao cari fanciulli, in questo caldo ferragosto la Bao Publishing, casa editrice milanese ci regala il 25% di sconto su tutto il catalogo!

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Se siete indecisi su qualche titolo un po’ costosetto o semplicemente siete incuriositi da qualcosa questo è il momento per spendere! L’offerta è valida fino alla mezzanotte, inserendo come codice promozionale Ferragosto2016 e poi cliccando su ricalcola. Qui le istruzioni complete  https://www.facebook.com/baopublishing/photos/a.371745368723.156510.261180688723/10154474105073724/?type=3&theater .

Se però vi dovesse servire ancora tempo, dal 29 agosto al 25 settembre ci sarà lo sconto del 25% su tutto il catalogo non spendibile sul sito della Bao, ma nelle principali catene, librerie indipendenti, fumetterie e su amazon. La lista dei negozi aderenti sarà postata e aggiornata dopo il 20 agosto.

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Non fatevi scappare questa occasione, io ho appena ordinato 6 titoli e sono soddisfattissima! Ho finalmente recuperato i volumi che mi mancavano di Zerocalcare, poi ho comprato:

  1. Va tutto bene di Madrigal
  2. Al sole come i gatti della Baroni
  3. Il porto proibito di Turconi/Radice
  4. Basilicò di Macaione.

Fatemi sapere i vostri acquisti! Buon Ferragosto a tutti.

Storie di un’attesa – Sergio Algozzino

Oggi nuova graphic novel per voi, scritta e disegnata da Sergio Algozzino, edita da Tunuè per il prezzo di 16 euro.

Il titolo è esemplificativo: si parla di attese, varie, diverse, in epoche diverse: ‘800, primo ‘900 e anni ’90, ma tutte accomunate dallo stesso luogo: Palermo.

Siamo di fronte ad una bellissima graphic novel, le storie principali sono tre che descrivono:

  1. L’attesa per un viaggio che comporta la sua preparazione, la sua eccitazione e che porterà il protagonista a trovare il modo di fare un vero atto di fede.
  2. L’attesa più lunga e temporalmente distribuita per una partita a scacchi per corrispondenza, in cui la lentezza e la riflessività già proprie del gioco sono portate all’estremo
  3. L’attesa più nostra e dinamica di un ragazzo che aspetta sotto casa della ragazza che gli piace.

Quella che mi piace di più è proprio la più particolare: la partita a scacchi a distanza, come tipo di storia l’ho trovata completa, i temi che racchiude sono tanti: amicizia, amore, guerra, allontanamenti, dolore e così via poi adoro i libri che parlano di libri e in questa parte c’è anche questo. La narrazione è però costellata da tante altre mini – storie che descrivono tanti altri tipi di attesa: quella nel traffico, quella per il caricamento di un film e così via. Le sfaccettature di un’attesa sono tante, indefinibili, improvvise, ma alla fine il sentimento di ansia misto ad eccitazione rimane pressapoco lo stesso per tutte. Algozzino riesce a trasmettere questo sentimento al lettore, e rende bene l’impalpabilità e l’indeterminatezza dell’attesa, di una situazione di stallo, grazie anche al fatto che i personaggi non sono descritti in modo particolareggiato e non ne viene raccontata la storia, ma soprattutto non hanno un nome. Questa graphic novel a tratti diventa molto, molto intuitiva: nè il disegno, nè i dialoghi aiutano a sbrogliare alcuni fili ed il lettore può così ritagliarsi lo spazio per immaginarsi la situazione anche in una graphic novel, dove forse questo meccanismo è meno comune grazie ai disegni.

Le tre storie principali hanno lo stesso tratto, lo stesso stile, mentre per le mini – storie cambia tutto: disegni, colori, personaggi sono completamente diversi. Il fatto che non ci sia un ordine cronologico nella narrazione, e che le storyline principali siano spezzettate e narrate passando per altre storie mi è piaciuto molto. Ci si imbatte in situazioni diverse e lontane di volta in volta e questo genera nel lettore l’attesa di voler ritornare alle storie principali per vedere come va a finire, la risoluzione è infatti di volta in volta rimandata dall’entrata in scena di nuove vignette, nuovi avvenimenti: è la vita.

Ho amato anche come attraverso i personaggi ci sono continui rimandi a Palermo, alla sua bellezza, al suo calore che conquista e infatti… Mi è venuta un po’ la nostalgia e vorrei tornarci, magari per i fuochi di Santa Rosalia.

Se non l’avete ancora letta, fatelo quanto prima, merita davvero.

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