Il professore è un romanzo di Charlotte Bronte, edito da Fazi Editore al prezzo di 18,00 euro.

Il-professore-di-Charlotte-Brontë.jpg

La storia parla di William Chrimsworth, gentiluomo impoverito, che tagliati i ponti con la sua famiglia decide, sotto la protezione del nobile Hundsen, di lasciare l’Inghilterra e di lasciarsi alle spalle anche tutti gli insuccessi fino ad allora accumulati. Partirà alla volta del Belgio, dove otterrà un lavoro che lo farà sentire soddisfatto e troverà anche la cara Francis…

Il romanzo fu pubblicato nel 1857, postumo in quanto inizialmente gli editori lo ritennero troppo realistico. In realtà il termine realistico non mi sembra così appropriato per questo romanzo. Di certo la storia è realistica, non stiamo parlando di un’opera fantasy, ma la Bronte utilizza come protagonista un uomo e cercando di entrare nella sua mente, nella sua intimità il quadro che una signorina dell’Ottocento fa dell’interiorità di un uomo non mi sembra realistico.

In alcuni punti sembra quasi di percepire la difficoltà dell’autrice di rendere la personalità maschile: il suo modo di narrarla e interpretarla è molto altalenante. Da un lato cerca di capovolgere alcuni stereotipi sugli uomini: da a William una enorme, infinita sensibilità, una compostezza, una gentilezza che più che rispecchiare le caratteristiche di un uomo per altro di nobile famiglia inglese, sono più lo specchio di ciò che una donna vorrebbe vedere in uomo; dall’altro lato poi calca la mano su altri stereotipi, come quello del marito/padrone e questo mi ha lasciata molto perplessa. Insomma, questo fino ad ora era tutto cuori, amori, arcobaleni e unicorni e poi verso la fine sovrasta superbamente la moglie, beh non mi sembra coerente come comportamento.

Nonostante il plot non sia estremamente entusiasmante e la caratterizzazione dei personaggi c’è e non c’è, è ovvio che siamo di fronte a Charlotte Bronte, una scrittrice immensa e il suo stile non è discutibile, le sue descrizioni, la sua pulizia nella narrazione in fondo rendono questo libro da leggere, non mi sono sentita di abbandonarlo anche se mi ha annoiato proprio perchè la scrittura in sè meritava.

Per me non è stata una lettura piacevolissima, trama banale, finale come te lo aspetti e poi i personaggi rimangono tali dall’inizio alla fine, non c’è un’evoluzione per loro a parte per William che diventa un brutto marito. Il personaggio che mi è piaciuto di più è sicuramente Hundsen, nella gentilezza e nella pacatezza che dominano il romanzo, lui è il personaggio che riesce a portare brio: sarcastico, anche un po’ antipatico, ma un grande benefattore.

1383BE81-5CBD-4ACA-B46F-CBD7583441A9.jpg

Detto questo, mi scuso perchè sono stata assente in questi giorni, ma sto preparando la tesi e sono sepolta in casa, non sto neanche leggendo molto in questo periodo purtroppo! Dal 22 ritornerò nella mia casetta, in vacanza e leggerò e scriverò più spesso (spero per voi che le vacanze ve le stiate già godendo).

Comunque, non so se sono io che non ho capito l’arte di questo romanzo o cosa, perchè tutti ne parlavano in maniera molto entusiastica, però a me ha lasciato ben poco. Voi lo avete letto, o avete letto altro della Bronte? E che state leggendo al momento?

 

Annunci