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tararabundidee

"Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito. Perché la lettura è un'immortalità all'indietro."

Mese

luglio 2016

Mozart in the jungle.

Salve!

E’ da molto che non vi parlo delle serie tv che seguo e ora ne ho appena finita una bellissima. Mozart in the jungle è una produzione americana, lanciata nel 2014. Per ora le stagioni sono due, da 20 episodi di 20 – 30 min.

E’ una commedia molto leggera e divertente, che racconta delle disavventure di Hailey Rutledge una giovane oboista che si trova a dover affrontare l’impegno di suonare per la Filarmonica di New York, sotto l’innovativo ed originale direttore Rodrigo De Souza.

Questa serie l’ho molto apprezzata, anche se io non preferisco le commedie, perchè c’è tanta tanta buona musica. La musica è il filo conduttore, la vera protagonista, gli altri vengono dopo. Il personaggio che ho adorato è stato quello del direttore Rodrigo, giovane e appassionato che ha fatto della musica classica la sua unica ragione di vita, non cerca la perfezione, l’esecuzione impeccabile, ma la passione ed il sangue nella sua orchestra, per questo si scontrerà con i creditori, con gli altri direttori, ma nonostante tutto gli viene riconosciuta tutta la genialità che si merita.

Il mondo della musica classica è stato sempre visto come da snob, da anziani, mentre in questa serie vediamo che sono proprio i giovani a dare voce a questo settore e che c’è una continua ricerca di volti freschi e nuovi. Inoltre essendo una commedia, mette in luce la parte divertente e simpatica di un mondo che sembra sempre così altezzoso e serioso, tramite i caratteri dei vari musicisti, le loro relazioni etc.

Lo consiglierei a tutti, perchè è leggero e breve, simpatico e per chi ama il genere permette di ascoltare e di scoprire nuove composizioni.

Da quassù la Terra è bellissima, Toni Bruno.

Da quassù la Terra è bellissima di Toni Bruno è una graphic novel edita da Bao Publishing al prezzo di 20 euro.

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Siamo negli anni ’60, contemporaneamente in Russia e in America. Dallo spazio “è tutto così chiaro”, nella testa dei due protagonisti NO. Sono due persone problematiche Akim e Frank, che rappresentano due mondi: Akim è russo e Frank americano (vi vorrei ricordare che siamo in piena guerra fredda), uno è l’eroe nazionale e l’altro un semplice dottorando. Akim, il grande cosmonauta in cui tutta la nazione ripone alte aspettative, un po’ pieno di se (giustamente forse, vista l’attenzione che gli è piombata addosso

“Ma sentiti! E’ così che parla un eroe della patria? Eh? Hai forse dimenticato da dove vieni e cosa hai affrontato per indossare oggi quella divisa?!” gli urla infatti il padre.)

non riesce ad accettare di avere dei problemi figuriamoci tentare di superarli; Frank i suoi problemi li conosce, li accetta in un certo senso o meglio li tiene a bada occupando costantemente il cervello con altro per tenere a bada l’ansia e non ha addosso la pressione di un’intera nazione, anzi! Sarà proprio la sua nazione a costringerlo a scappare per trovare una soluzione anti – Vietnam. E ovviamente la cosa più sensata da fare nella situazione di Frank, in piena guerra fredda è scappare in Russia, no? So che avete pensato alla stessa soluzione di Frank, non negatelo.

Comunque… a cosa porterà l’incontro tra un dottorando nevrotico in psicologia americano ed un cosmonauta russo? Lo scoprirete solo leggendo.

Ora sto per dire una cosa che non ho mai detto prima: mi sono piaciuti praticamente tutti i personaggi. Tutti gli attori sono caratterizzati benissimo, anche l’autista di Akim per esempio. Tutti hanno il loro spazio, la loro dignità, i caratteri sono complessi, articolati, vengono fuori e si scoprono poco per volta.

I protagonisti sono caratterizzati da una reciproca incomunicabilità: i ricordi, le storie, le paure si chiudono su loro stessi e li opprimono. Questa oppressione è visibile, quando i due cercano di comunicare: Akim suda, si agita cercando in tutti i modi di capire quello che Frank vuole sentirsi dire così da non rivelare ciò che lo turba davvero e se Frank rimane invece calmo e professionale durante le sedute, le sue ansie si insinuano in lui durante la notte e gli pioveranno letteralmente addosso durante una gita: quando cadranno le barriere tra i due.

Il mio personaggio preferito è però Sergej, è un po’ stronzo effettivamente, però ne è consapevole:

“Non tutti gli uomini nascono per solcare i cieli. Alcuni sono bravi a costruire ali, altri a ripararle. In un certo senso io e lei siamo uguali: il nostro posto è esattamente lì. Vediamo da vicino le cose senza fare un passo. Ma ciò che è peggio… troviamo sempre il modo di giustificare la nostra vigliaccheria.”

Non solo, non fa mistero della sua personalità neanche al suo “nemico”. Non è però un personaggio completamente negativo: ognuno si merita un Sergej (magari non così vigliacco) nella sua vita, una persona che ci spinga, che ci sostiene. E’ un personaggio adorabile, umano, non infallibile, ma sincero.

I personaggi sono bellissimi, la storia è bellissima i disegni sono bellissimi lo stesso. I colori poi… Tinte spente, opache, come se la realtà dovesse essere velata: non c’è nitidezza e brillantezza nella situazione dei protagonisti e non c’è neanche in quello che il lettore vede. Alla fine quando si arriva alla risoluzione, si ha un cambiamento del range dei colori e anche nei sogni le tinte sono chiare e brillanti (con la prevalenza del rosa): il mondo reale si spegne e si accende l’interiorità dei personaggi.

Ho scritto tantissimo (cercando di non fare assolutamente spoiler), ma non basta questo a comunicarvi il mio entusiasmo nel leggere questa graphic novel, che va a finire dritta dritta tra i miei libri preferiti. Ho anche assistito alla presentazione ed ho anche la dedica, non posso volere nient’altro, anzi sì: leggetela, per forza, è un obbligo. Merita veramente, è un prodotto eccezionale: ne rimarrete sicuramente stupiti e… poi fatemi sapere!

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Il professore, Charlotte Bronte.

Il professore è un romanzo di Charlotte Bronte, edito da Fazi Editore al prezzo di 18,00 euro.

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La storia parla di William Chrimsworth, gentiluomo impoverito, che tagliati i ponti con la sua famiglia decide, sotto la protezione del nobile Hundsen, di lasciare l’Inghilterra e di lasciarsi alle spalle anche tutti gli insuccessi fino ad allora accumulati. Partirà alla volta del Belgio, dove otterrà un lavoro che lo farà sentire soddisfatto e troverà anche la cara Francis…

Il romanzo fu pubblicato nel 1857, postumo in quanto inizialmente gli editori lo ritennero troppo realistico. In realtà il termine realistico non mi sembra così appropriato per questo romanzo. Di certo la storia è realistica, non stiamo parlando di un’opera fantasy, ma la Bronte utilizza come protagonista un uomo e cercando di entrare nella sua mente, nella sua intimità il quadro che una signorina dell’Ottocento fa dell’interiorità di un uomo non mi sembra realistico.

In alcuni punti sembra quasi di percepire la difficoltà dell’autrice di rendere la personalità maschile: il suo modo di narrarla e interpretarla è molto altalenante. Da un lato cerca di capovolgere alcuni stereotipi sugli uomini: da a William una enorme, infinita sensibilità, una compostezza, una gentilezza che più che rispecchiare le caratteristiche di un uomo per altro di nobile famiglia inglese, sono più lo specchio di ciò che una donna vorrebbe vedere in uomo; dall’altro lato poi calca la mano su altri stereotipi, come quello del marito/padrone e questo mi ha lasciata molto perplessa. Insomma, questo fino ad ora era tutto cuori, amori, arcobaleni e unicorni e poi verso la fine sovrasta superbamente la moglie, beh non mi sembra coerente come comportamento.

Nonostante il plot non sia estremamente entusiasmante e la caratterizzazione dei personaggi c’è e non c’è, è ovvio che siamo di fronte a Charlotte Bronte, una scrittrice immensa e il suo stile non è discutibile, le sue descrizioni, la sua pulizia nella narrazione in fondo rendono questo libro da leggere, non mi sono sentita di abbandonarlo anche se mi ha annoiato proprio perchè la scrittura in sè meritava.

Per me non è stata una lettura piacevolissima, trama banale, finale come te lo aspetti e poi i personaggi rimangono tali dall’inizio alla fine, non c’è un’evoluzione per loro a parte per William che diventa un brutto marito. Il personaggio che mi è piaciuto di più è sicuramente Hundsen, nella gentilezza e nella pacatezza che dominano il romanzo, lui è il personaggio che riesce a portare brio: sarcastico, anche un po’ antipatico, ma un grande benefattore.

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Detto questo, mi scuso perchè sono stata assente in questi giorni, ma sto preparando la tesi e sono sepolta in casa, non sto neanche leggendo molto in questo periodo purtroppo! Dal 22 ritornerò nella mia casetta, in vacanza e leggerò e scriverò più spesso (spero per voi che le vacanze ve le stiate già godendo).

Comunque, non so se sono io che non ho capito l’arte di questo romanzo o cosa, perchè tutti ne parlavano in maniera molto entusiastica, però a me ha lasciato ben poco. Voi lo avete letto, o avete letto altro della Bronte? E che state leggendo al momento?

 

Il Paradiso degli animali, Poissant.

Il Paradiso degli animali è una raccolta di racconti del californiano David James Poissant, edita da NN Editori al prezzo di 17 euro.

E’ un libro di racconti ed io ho sempre odiato i racconti, mi piace più il romanzo: la linea continua, il filo che collega tutto. I racconti li ho sempre trovati poco entusiasmanti, troppo brevi e soprattutto non è facile trovare un libro di racconti con una buona cornice che li tenga insieme tutti e che li renda compatti. Leggete bene quello che ho appena detto.

DIMENTICATELO.

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Questo libro è un compromesso perfetto: i racconti sono tutti molto diversi a livello di trama, ma i temi del libro riescono a tenerli ben legati. Rappresentano tutti la quotidianità condita di malinconia, amarezza, ti lasciano un vuoto dentro, ti stravolgono facendoti rendere conto però che ciò che leggi non è nulla di atipico o di anormale, è realmente storia di tutti i giorni: storia ordinaria raccontata in modo straordinario.

Poissant ha una resa così realistica che mentre leggi i suoi racconti non riesci a stare comodo sul letto a leggere, tu ci entri nelle storie, hai paura, hai l’ansia specie con Aaron, hai freddo con Mark. Non c’è fantasia o immaginazione, c’è una scrittura che colpisce, cattura, travolge. Per capire cosa intendo:

“Distolse lo sguardo. Tossì. Compresse il desiderio in una pallina, sbattè il menù sulla rastrelliera e, con quell’azione, lanciò quel dolore piccolo, rotondo, nell’universo.”

Non sono poi solo le situazioni, sempre drammatiche e che accomunano tutti i personaggi, a fare da legante, ma ho visto come una cornice a tutti questi brillanti racconti anche il mondo animale che irrompe e si mescola a quello umano. Gli animali si insinuano silenziosi nelle storie, come spiriti, come un veicolo per arrivare al momento clou, come coprotagonisti o ancora per creare suspense.

Tutte le storie lasciano un po’ di amaro in bocca non solo per le tematiche trattate, ma anche perchè sono senza un finale: è tutto lasciato alla nostra immaginazione, ogni parola è un gradino di un climax che non arriverà mai al suo punto più alto, ma Poissant è bravissimo a creare l’illusione di star scalando nel racconto, di stare per arrivare in cima, senza però ritrovarti con la conclusione quando si chiude un racconto e se ne apre un altro.

Lo stile pulito, essenziale è l’accompagnamento perfetto a queste storie, a questi personaggi, non si aggiunge nulla, non c’è lirismo, poesia, è la storia che parla.

“Poissant ti fa ridere e forse anche piangere e ci riesce con poche parole perfette”

Dice la traduttrice Gioia Guerzoni, come darle torto! E’ un libro assolutamente da leggere!

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Voi lo leggereste? E poi siete più tipi da romanzo o da racconto?

First Liebster Awards

Ringrazio il mio caro ormai amico di tag: https://theguywhosaidalwaysno.wordpress.com/ e facciamo un ripassino delle regole!

lieb

Ringraziare chi ti ha nominato

Rispondere alle 11 domande che ti vengono poste
Porre 11 domande
Nominare 11 nuovi blog (meno di 200 followers)
Inserire il logo Liebster Award

1. SE POTESSI AVERE UN SOLO SUPER-POTERE, QUALE SCEGLIERESTI?

Su questo sono molto convinta, vorrei teletrasportarmi. Tipo ora, con questo caldo atroce in piena sessione estiva, me ne andrei nei Fiordi, così pure per due ore. Poi schiocco di dita e di nuovo a casa mia. Poi se il mio super – potere potrebbe non solo trasportarmi attraverso lo spazio, ma anche nel tempo ci siamo, sarebbe proprio super!

2. SEGUI LE SERIE TV? SE SI, QUALI?

Seguo tante serie, quelle che sto vedendo ora sono: Outlander, New Girl e Mad Men, ho appena finito Avatar la leggenda di Korra, è finito GOT ed ora inizierò Gomorra e Mozart in the Jungle e mi sono convinta a riprendere Orange is the new black che ho abbandonato alla prima stagione!

3. QUAL È LA TUA CANZONE PREFERITA?

Seeee vabbè, questa è troppo difficile! Mi mantengo sul tradizionale:

Thank you, Led Zeppelin.

4. SEI SODDISFATTO DEL TUO STILE DI VITA? VORRESTI CAMBIARE QUALCOSA ?

Assolutamente no, non sono soddisfatta. Ho scoperto da poco di avere un bel problema: il colesterolo e so di poter mangiare meglio e potermi muovere di più per risolverlo, anche se in realtà so che per quanto mi riguarda è irrisolvibile. Ho fatto già molto, ma so di poter fare di più, anzi, dovrei.

5. CREDI CHE L’AMORE ETERNO ESISTA?

Ehm… siete in linea con l’ultima dei Romantici, quindi sì ovviamente credo che esista, ma che non sia destinato a tutti. Io sono una sfigatella quindi lo so che per me non ci sarà mai una gioia in questo “settore”, ma penso che ci siano persone che davvero amino eternamente e solamente la persona che hanno scelto di amare.

6. DI COSA NON POTRESTI PROPRIO FARE A MENO ?

Indovinate perchè ho problemi di colesterolo? Il cibo BUONO, ovvio!

7. DESCRIVITI CON TRE AGGETTIVI

Sorridente, organizzata e cacacazzi.

8. IN QUALE PERSONAGGIO LETTERARIO TI IDENTIFICHI MAGGIORMENTE?

Qui andiamo sul sottile: Ipazia in Baudolino, Umberto Eco.

9. SEI SODDISFATTO DELLA TUA ESPERIENZA DA BLOGGER ?

Ma quando? Ma chi? Penso sempre che potrei fare di più, ma in alcuni casi sono anche abbastanza disillusa sulle mie reali potenzialità, nel senso che non credo che come blogger potrei fare chissà cosa, ma adoro il poter parlare dei miei interessi con tante persone, quindi non sono soddisfatta del mio blog ma di tutto ciò che ci gira intorno e dell’atmosfera che c’è qui molto.

10. QUAL È IL TUO FILM PREFERITO ?

BRAVEHEART.

11. TI SEI MAI PENTITO DI QUALCOSA?

Non ancora e spero che non debba mai.

 

Ora, le domande mi sono piaciute troppo e non saprei fare di meglio, quindi ecco i nominati voglio sapere le vostre risposte ggggente, passate da questi blog anche, che sono tutti molto belli:

https://sesolosapessidire.wordpress.com/

https://bookaddictedweb.wordpress.com/

https://laspunta.wordpress.com/

https://artprtporter.wordpress.com/

https://giuliatalks.wordpress.com/

https://ladonnacheleggevatroppo.wordpress.com/

https://recenvisioni.wordpress.com/

https://quelbastardogiallo.wordpress.com/

https://allaboutyouwanttoknow.wordpress.com/

https://lastanzadipluffacalderoneblog.wordpress.com/

https://bloglibriblog.wordpress.com/

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