Una delle ultime miniserie inglesi, diretta da Julian Fellowes, tratta dall’omonimo romanzo di Anthony Trollope.

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La serie è composta da sole tre puntate di 45 minuti ciascuna.

Allora: non mi è piaciuta. Forse perché troppo breve, troppo concentrata e assolutamente troppo banale!

Siamo in Inghilterra nel 1858. Ci viene presentata una nobile famiglia, i Gresham, indebitata fino al collo che cerca di risolvere la sua disastrata situazione economica con matrimoni combinati, proprio per questo viene bandita da Glemboshoure House Mary Thorne, nipote del dottore del villaggio, perché povera e orfana e quindi assolutamente non in grado di risollevare le sorti della famiglia. La condizione della ragazza infatti, qualcosa di realmente scandaloso per una famiglia così nobile poteva minare anche il buon nome dei Gresham. Il personaggio migliore e meno banale è Doctor Thorne, che si dimena tra le famiglie in disputa economica (i Gresham appunto e gli Scatcherd che sono i possessori reali della tenuta e a cui i Gresham devono pagare) ed ha un rapporto litigioso e comico con Lady Arabella Gresham, la più falsa della combriccola. Il problema è che dopo la prima puntata tutto diventa mieloso. Mary Thorne e Mr. Frank Gresham si innamorano, e qua vi volevo: la famiglia di lui non vuole, Lady Arabella fa minacce, Mary viene intimidita, poi arriva il piccolo degli Scatcherd che è un ubriacone, maleducato che peggiora la situazione, ma… Lo scoprirete solo guardandolo.

Sinceramente, il finale era banalissimo e me lo aspettavo esattamente così già a metà della seconda puntata. Come in genere nei telefilm e film diretti da Fellowes si possono apprezzare una grande cura dei paesaggi, delle ambientazioni e dei costumi, ma a parte questo, la storia è veramente tremenda. Niente colpi di scena, niente suspense, troppo lineare per i miei gusti. Dopo la regia di Downton, beh mi aspettavo mooolto di più da Fellowes!

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