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"Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito. Perché la lettura è un'immortalità all'indietro."

Mese

maggio 2016

Amore, Isabel Allende

Buonasera signori, come va? Oggi voglio parlarvi di un libro che ho letto un pochino di tempo fa e che vi consiglio, parliamo di Amore di Isabel Allende. Edito da Feltrinelli, che io ho trovato su una bancarella e 2,50 euro.

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Devo ammettere che i titoli che la Allende ha proposto nella sua carriera: un giusto misto di inquietudine e intrigo, mi hanno sempre affascinata ma non sono mai passata all’acquisto. Amore però mi è sembrato il giusto inizio per scoprire questa autrice!

Questo libro è una raccolta di tutte le pagine d’amore dei vari romanzi della Allende. È diviso in varie sezioni e si passa dalle pagine sul primo amore, passando per gelosia, amore maturo, passione, rifiuto e così via. Un bell’excursus su tutto quello che l’amore rappresenta e può rappresentare in tutte le sue sfaccettature: positive e negative.

Ogni parte è introdotta dall’autrice stessa, che parla della sua personale esperienza per ogni tipo di amore e poi si passa ai brani: tre o quattro per sezione.

I brani sono davvero tantissimi e si concentrano molto sul lato erotico e sessuale, senza essere però volgari o troppo espliciti. Ho notato una grande delicatezza anche nelle parti meno comuni come incesti e simili. Le cose troppo esplicite mi disturbano, tanto nei film, quanto nei libri. Rimane comunque una cosa intima che secondo me deve essere descritta, ma sempre un po’ velata.

I brani che mi hanno più colpito sono quelli tratti dal romanzo “Eva Luna” che metterò subito nella lista degli acquisti, che ormai è diventata qualcosa di infinito.

Lo consiglio molto per chi non ha letto nulla della Allende perché ti porta nei suoi romanzi, ma anche nel suo mondo. Nell’introduzione generale l’autrice infatti si descrive e descrive soprattutto il suo rapporto con la sessualità e con l’amore, facendolo in un modo molto molto ironico e racconta poi vari episodi della sua vita e della vita dei suoi conoscenti in varie parti del libro. C’è come vive ed ha vissuto i suoi amori, come ha scoperto il sesso, come si è avvicinata a questo nuovo mondo ed ogni pezzo della sua vita è poi riportato in un suo romanzo. Si scopre tanto del suo modo di scrivere e di vedere le cose che a mio avviso o piace o non piace. Così come il libro, credo che possa intrigare come possa annoiare anche perché si tratta comunque di brani estrapolati dal loro contesto, che magari letti così non rendono al 100%.

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A me devo è piaciuto, nonostante non apprezzo le cose troppo romantiche e amorose, proprio perché questo libro è molto di più: c’è la passione, l’ironia, i tradimenti tutto insomma!

Fatemi sapere se lo leggerete, se lo avete letto e se avete letto altri libri della Allende!

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Doctor Thorne

 

Una delle ultime miniserie inglesi, diretta da Julian Fellowes, tratta dall’omonimo romanzo di Anthony Trollope.

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La serie è composta da sole tre puntate di 45 minuti ciascuna.

Allora: non mi è piaciuta. Forse perché troppo breve, troppo concentrata e assolutamente troppo banale!

Siamo in Inghilterra nel 1858. Ci viene presentata una nobile famiglia, i Gresham, indebitata fino al collo che cerca di risolvere la sua disastrata situazione economica con matrimoni combinati, proprio per questo viene bandita da Glemboshoure House Mary Thorne, nipote del dottore del villaggio, perché povera e orfana e quindi assolutamente non in grado di risollevare le sorti della famiglia. La condizione della ragazza infatti, qualcosa di realmente scandaloso per una famiglia così nobile poteva minare anche il buon nome dei Gresham. Il personaggio migliore e meno banale è Doctor Thorne, che si dimena tra le famiglie in disputa economica (i Gresham appunto e gli Scatcherd che sono i possessori reali della tenuta e a cui i Gresham devono pagare) ed ha un rapporto litigioso e comico con Lady Arabella Gresham, la più falsa della combriccola. Il problema è che dopo la prima puntata tutto diventa mieloso. Mary Thorne e Mr. Frank Gresham si innamorano, e qua vi volevo: la famiglia di lui non vuole, Lady Arabella fa minacce, Mary viene intimidita, poi arriva il piccolo degli Scatcherd che è un ubriacone, maleducato che peggiora la situazione, ma… Lo scoprirete solo guardandolo.

Sinceramente, il finale era banalissimo e me lo aspettavo esattamente così già a metà della seconda puntata. Come in genere nei telefilm e film diretti da Fellowes si possono apprezzare una grande cura dei paesaggi, delle ambientazioni e dei costumi, ma a parte questo, la storia è veramente tremenda. Niente colpi di scena, niente suspense, troppo lineare per i miei gusti. Dopo la regia di Downton, beh mi aspettavo mooolto di più da Fellowes!

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Salone internazionale del Libro di Torino. Day 5.

Diario di bordo del #salTo2016 (tiriamo finalmente le somme, non vi tedierò più con questa storia.)

E’ arrivato il reale giorno degli acquisti! Dopo aver spulciato tra gli stand per tutti e quattro i giorni, arrivo lunedì (quasi) consapevole di quello che voglio. Gli altri giorni ho comprato praticamente solo da Fazi, che applicava uno sconto del 50% su un autore diverso ogni giorno. Ho ammirato, anzi, studiato tutte le case editrici e vi racconto le mie piccole scoperte.

TUNUE’: Ho aspettato l’ultimo giorno non perchè volessi approfittare dello sconto (con due euro non è che mi ritrovo Zio Paperone), ma perchè questa casa era troppo bella ed io ero troppo confusa su cosa comprare. Lunedì mi sono piantata lì ed ho chiesto aiuto all’espositore (che faranno santo a breve, per il lavoro svolto). Innanzitutto c’è da dire che la Tunuè pubblica soprattutto fumetti ed io leggo tanti fumetti. I fumetti che mi piacciono però sono quelli molto classici: Corto Maltese, Topolino, Diabolik e a parte qualche lettura di Zerocalcare che è sulla cresta dell’onda, non mi sono mai sentita attratta da un fumetto più “moderno”: o non mi convince la storia o non mi convince la grafica (ora mi direte che la grafica di Diabolik fa schifo e che Topolino è per bambini, ma per me rappresentano un giusto compromesso). Poi… Ho scoperto questa casa editrice ed ho visto fumetti di altissimo livello, troppi fumetti, infatti non sapevo quale prendere. L’espositore mi propinava di tutto ed io ero sempre più indecisa, fino a che non ha aperto davanti ai miei occhi Beowulf (Garcìa – Rubin). La fine, amore a prima vista, scintille, fuochi d’artificio, poi scriverò un articolo perchè l’ho già letto e capirete tutto. Della stessa casa editrice voglio e vi consiglio: Gabo, La scimmia di Hartlepool e L’eroe.

DEL VECCHIO EDITORE: quale meraviglia questa casa editrice, che aveva lo stand più bello di tutto il salone! Le edizioni poi, spettacolari, colorate ma minimal e pulite. Sono passata tipo 100 volte nel corso di tutto il Salone, senza decidermi e lunedì dopo che il personale mi ha schiarito un po’ le idee, ero indecisa solo su due libri, sul momento, ma ci sono tanti titoli interessanti. Non essendo la Banca d’Italia non potevo comprarli entrambi, maa… Mi hanno fatto un super sconto e ora ho queste due meraviglie in libreria!

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Altre case editrici che mi sono piaciute, sia per i titoli bellissimi, sia per il personale disponibile e preparato sono state: L’ORMA, EXORMA e altre anche, ma non riesco a ricordarmele tutte! Purtroppo non ho potuto comprare nulla perchè il mio budget si era esaurito.

Le case editrici che mi piacciono molto per i titoli, le edizioni, l’allestimento, ma che avevano un personale che era meglio non esistesse, sono state: MINIMUM FAX, IPERBOREA e NN EDITORE, non ho comprato nulla nonostante mi piacessero tanti loro libri, proprio perchè nessuno ti veniva in aiuto, nessuno ti consigliava niente e non c’era neanche un euro di sconto. Ahimè non ho resistito a “Il Paradiso degli animali” di Poissant della NN editore, lo volevo troppo, ma non si meritavano i miei soldi!

Ora, questo viaggio nel Salone è finito. A parte che non hanno creduto al mio furto, che gli eventi andavano ad una velocità supersonica e che davvero non penso che al Salone del Libro ci fosse bisogno di fare eventi che avessero per protagonisti: Pippo Baudo, Checco Zalone, Ligabue e soprattutto BRIGA, il Salone è stata una bellissima esperienza e della bellissima esperienza devo ringraziare anche la mia cara amica Ramona, che mi ha accompagnata, sostenuta e aiutata nell’inferno di sabato (senza cui sarei tornata a casa piangendo) e anche Guido che mi ha prestato il telefono e che non vedevo da tre anni. I libri sono il mio elemento. L’appuntamento è all’anno prossimo dal 18 al 22 maggio, siateci.

Vi lascio, con il mio bottino del Salone.

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Salone internazionale del Libro di Torino. Day 3/4.

Diario di bordo del #salTo2016

SABATO = INFERNO. Dopo aver fatto la denuncia alla polizia si va al Salone. Io, provvista di denuncia ed ingenuamente credendo che il mondo sia fatto da brave persone, penso che mi facciano entrare “gratis”. NO! “Non sappiamo se la denuncia l’hai fatta apposta per non pagare l’ingresso.” Ovvio no? Che fanno tutte le persone normali? La mattina si svegliano e vanno a fare denunce random alla polizia. E pago 8 euro per entrare. Ero un fascio di nervi e sinceramente non mi sono goduta nulla, sono rimasta molto delusa da come mi hanno trattata.

Cambiamo argomento! Parliamo di incontri, sabato ho avuto la forza di seguirne uno solo: Alessandro Barbero presenta il suo libro “Costantino il Vincitore” edito da Salerno editrice. Barbero era appassionatissimo mentre parlava del suo libro e del suo Costantino ed era un piacere ascoltarlo, ma ovviamente ha detto solo due parole perchè si andava di fretta e insieme a lui intervenivano altri tre ospiti. Poi ha parlato lui, il maGGico Luciano Canfora. Che uomo! C’era un silenzio quando ha parlato lui, il suo feeling con il passato incanta tutti, il suo modo di spiegare, di punzecchiare gli altri intervenuti: F A N T A S T I C O.

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Una mia riflessione sul momento XD

Domenica ricomincia il mio Salone, io ormai rassegnata a passare i prossimi due giorni all’insegna del rodimento, vedo la luce! La mia luce si chiama Ilenia ed ha i capelli corti, era alla biglietteria, ha capito il mio problema e mi fa il pass gratis per domenica e lunedì.

Sono rinata. E sono subito corsa all’appuntamento che più attendevo! Ore 14:30 Arena Bookstock, “Ciaone Topolino”. Tito Faraci e Sio (quanto è bello, simpatico, fantastico Sio?) raccontano la loro esperienza con Topolino e come fare parodia letteraria, in diretta inventano una nuova sceneggiatura e sono davvero simpaticissimi! Scherzano tra loro, leggono i loro ultimi lavori, scherzano col pubblico e parlano anche del loro prossimo progetto: un libro insieme, edito da Feltrinelli che uscirà in autunno. Alle 15:30 mi metto tra i bimbi a fare la fila per farmi fare il disegno, che io ADORO. E comunque, spero che ancora leggiate Topolino, perchè è un fumetto stupendo, assolutamente non solo per bambini!

Ore 17:00 sala 500: Gramellini presenta il nuovo romanzo di Giovanni Floris, “La prima regola degli Shardana”. Che coppia! Floris, sempre così serioso è veramente simpaticissimo! Si è messo molto in gioco, ha parlato delle sue ultime gaffes calcistiche, del colpo della strega, ma anche di tematiche molto più importanti: il sogno Europeo completamente sfumato e la politica italiana che non fa più politica, ma veniamo al libro. Mi ha molto incuriosito, parla di un gruppo di amici che si riunisce per ritrovarsi nella nuova età, sono tutti uomini e insieme cercheranno di sconfiggere “Il Merda”, sullo sfondo c’è un torneo calcistico e due donne che li aiuteranno nell’impresa. I protagonisti sono tutti molto diversi, hanno in comune solo l’antagonista, l’età, ma soprattutto la voglia di vivere a proprio agio nella nuova società, così diversa da quando loro facevano gruppo da giovani. Non l’ho comprato al Salone perchè ho dato precedenza agli editori indipendenti e questo libro è edito da Feltrinelli.

Per il resto, ho incontrato: Antonello Venditti, Geppi Cucciari, Fede e Tinto, Nanni Moretti, Margherita Buy e ho intravisto Zerocalcare mentre firmava le copie!

To be continued…

Salone Internazionale del libro di Torino. Day 1- Day 2.

Diario di bordo del #salTo2016

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Salve cari, sì con un giorno di ritardo, ma eccomi a parlarvi della mia seconda bellissima esperienza al Salone Internazionale del Libro di Torino.

Il 12 maggio arriviamo a Torino, da Roma, alle 14:30 troviamo la casa nei pressi di Porta Palazzo e poi giusto il tempo di rinfrescarci un attimo, disfare le valige e subito si parte! Il richiamo dei libri era troppo forte per resistere, la stanchezza non ha potuto nulla a riguardo. Alle 16 siamo già al Salone, fila, biglietti e si entra nel sacro tempio del libro.

Adoro com’è il Salone ed adoro il fatto che posso comprare direttamente dalle case editrici, senza mediazione, posso conoscerne di nuove, accarezzare i libri, leggere tutti i titoli e le trame. E’ una pace. Due paroline su com’è strutturato il Salone: siamo al Lingotto Fiere in 4 padiglioni. Il padiglione 1 è il più piccolo dove si trovano in generale le piccole case editrici indipendenti, i padiglioni numero 2 e 3 sono invece più grandi e contengono le grandi catene librarie e le case editrici indipendenti, ma diciamo più famose questo nella parte centrale dei padiglioni, ai margini vicino al cook-book lo spazio dedicato alla cucina ci sono altre piccole case indipendenti. Il padiglione numero 5 è invece il padiglione per le attività dei ragazzi dove c’era anche una bellissima fumetteria. Ogni padiglione ha poi varie sale in cui si tengono gli incontri con gli autori, editori, ospiti vari etc.

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Il padiglione numero 5. (foto personale)

I primi due giorni io personalmente non sono andata a nessun incontro, o meglio, ci sono anche andata, ma dopo un po’ me la sono allegramente svignata. Quest’anno ho notato troppa superficialità negli incontri e soprattutto troppa fretta. Non si riusciva ad apprezzare chi parlava e insomma! Si parla di: libri, cultura, lettura, piacere, istruzione: diamogli il tempo che meritano. Non penso ci sia bisogno di liquidare tutto questo, tutte queste cose belle in poco tempo. Alcuni incontri, come ad esempio Abbecedario, un incontro in cui si consigliano letture di libri dimenticati, si riduceva a 20 minuti ed in generale gli incontri non duravano più di 40-50 minuti, poi subito venivi cacciato fuori dalle sale perché c’era subito un altro evento. Non sarebbe stato meglio fare qualche evento in meno, ma dare tempo agli ospiti di parlare, di esprimersi per bene e magari anche a noi spettatori di sentire le cose con calma, di prestare attenzione, senza dover bloccare gli incontri a metà perchè poi dovevi correre ad un altro incontro a fare la fila. Lo so che c’era più gente dell’anno scorso e che c’erano ospiti più importanti, o meglio, più conosciuti dalla massa e so che gestire la marmaglia incolta è difficile, però credo che proprio per questo non si dovrebbe dimenticare il pubblico a cui il Salone è soprattutto rivolto, insomma: ad una fiera di mezzi agricoli non ci trovi i make up artist…

Detto ciò a me al Salone piace camminare, mi sono fermata a studiare praticamente ogni stand e sono rimasta colpita dalla pazienza, dalla passione e dall’educazione degli espositori. La maggior parte quando ti avvicinavi allo stand ti parlava dei libri senza invadenza, ovvio che volevano che comprassi, però non si esauriva tutto al vendo/compri, si chiacchierava di libri, di letture e per forza che così ti convincevano a comprare. Bravi a tutti gli espositori che si sono fatti il c***.

E proprio grazie a loro i primi due giorni sono finita a casa con:

  1. Olive Kitteridge di Elizabeth Strout da Fazi a metà prezzo, 9 euro.
  2. La donna in bianco di Wilkie Collins sempre da Fazi a metà prezzo, 9 euro.
  3. La casa dorata di Samarcanda (Corto Maltese) Rizzoli Lizard, 14 euro.
  4. Una bellissima borsa di tela arancione.
  5. La penna di Captain America di Pop!
  6. Jekyll e altri classici di Crepax da Libraccio, 14 euro.
  7. La leggenda del Santo Bevitore di Joseph Roth da Clichy, 1 euro.
  8. Una stanza tutta per sè di Virginia Woolf da Clichy, 1 euro.
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Una parte degli acquisti. (foto personale)

 

Le cose che volevo erano ancora tantissime, sapevo che c’erano altri tre giorni per darmi agli acquisti, quello che non sapevo era che la sera di venerdì 13 qualcuno, mi avrebbe rubato il cellulare e l’abbonamento al Salone del Libro…

 

To be continued…

salve, non sono morta!

Lo so, non scrivo da un botto! Ma sto preparando un sacco di cose e di articoli perchéèéè come ogni anno ora mi trovo al SALONE DEL LIBRO DI TORINO! E quindi se qualcuno di voi è qui: si godesse il Salone che quest’anno è più bello del solito.. Il tema è: Visioni! A proposito di visioni se ci siete e volete parlarmi, uccidermi, incontrarmi per dirmi “ciao i tuoi pezzi fanno schifo” e simili, mi riconoscerete sicuramente perché sono una palletta con i capelli arancioni e corti e sovraccarica di robe. (oggi avrò una maglietta con un grosso fiore azzurro, domani e dopodomani sarò in gonnella!)
Per chi fosse impedito a passare da Torino in questi giorni e purtroppo non può entrare nel tempio del libro e della lettura, ci sono io! Che vi racconterò tuuuuutto! Dopo lunedì però. Devo prima raccogliere materiale, foto, libri e tutto e da lunedì in poi vi racconterò tutti i dettagli di ogni giorno, così da convincervi a partecipare l’anno prossimo!

Buon weekend a tutti, da lunedì fate un #salTo sul mio blog e sarete informati!

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