Cerca

tararabundidee

"Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito. Perché la lettura è un'immortalità all'indietro."

Mese

marzo 2016

Outlander

La serie ha debuttato nel 2014 ed è ispirata al ciclo di romanzi “La saga di Claire Randall” di Diana Gabaldon. La serie è divisa in 16 episodi da 60 minuti.

Claire (Caitriona Balfe), meravigliosa infermiera della Seconda Guerra Mondiale, moglie di una spia/storico: Frank Randall (lui è Tobias Menzies, il Bruto della serie Rome), apre un passaggio spazio-temporale mentre è in vacanza, in realtà una seconda luna di miele e si ritrova nel 1743.
Siamo in piena guerra civile: INGHILTERRA vs SCOZIA. E siamo precisamente alle rovine di Craigh Na Dun, ad Inverness, qui infatti i due sposi avevano assistito ad una magica danza e forse proprio quella rievocazione ha fatto aprire il varco.

outlander1.png

Immaginatevi una donna, bella, sola, in vestitino corto e capelli sciolti che arriva nel ‘700. Delirio puro. C’è tanta guerra, violenza, guarigioni: Claire viene ammirata molto per le sue doti da infermiera, stregoneria: Geillis (Lotte Verbeek) personaggio meraviglioso avrà a che fare conquesto “problemino” e si rivelerà essere soprendentemente vicina a Claire, c’è l’amore tra Claire e Jamie Fraser (Sam Heughan) una coppia meravigliosa. L’amore tra Jamie e Claire è di quelli tenerelli e romantici, c’è complicità, sincerità e Jamie pur essendo un rude scozzese riuscirà a comprendere e a non essere travolto dalla situazione e dalla modernità di Claire, inoltre è ben visibile il parallelo tra la coppia Frank – Claire, molto affiatata a livello sessuale e passionale e quella Jamie – Claire molto più sentimentale e profonda. In tutte queste cose meravigliose e da amante del genere storico posso dirvi che le ricostruzioni sono ben fatte soprattutto a livello dei rapporti umani, sono molto ben descritti e sottolineati i posti in cui le persone devono stare, comunque oltre questo c’è la perfidia, la cattiveria, la nonriescoadefinirla di Jonhatan “Black Jack” Randall, capitano della fazione inglese. Io seguo tanti, tantissimi telefilm, ma un personaggio così schifoso e viscido, non l’ho mai visto!
Lui è un antenato di Frank Randall marito di Claire nel 1918, un uomo senza scrupoli che adora infliggere del male agli altri.
Le ultime due puntate, sono un colpo al cuore: è il finale di serie più imprevedibile mai visto. Inaspettato, che segna molto, è violento, truce ed estremamente psicologico insieme. Una cosa che ricorderò per la vita.

outlander4

La serie mi ha preso molto, l’ho finita in pochissimo tempo. S’intrecciano vari personaggi, adoro i paesaggi, siamo in Scozia ed il verde la fa da padrone. L’ambiente sembra quasi sospeso e c’è sempre l’alone di magia: rovine, rituali, danze, particolari credenze rendono il tutto molto sognante. Tutto è incentrato su come Claire affronta questo cambio temporale, solo nella seconda parte della serie arriverà l’amore e prenderà il sopravvento. Per me è stata una serie rivelazione, che mi hanno consigliato su twitter, ti prende, cattura molto ed è piena di colpi di scena, imprevedibile e in un paio di punti mi ha fatto anche commuovere. Finale epico poi.

outlander2

Ve la consiglio vivamente, anche perché il 9 aprile inizia la seconda stagione! Non perdetevela.

Voto: 9 (Jonhatan Randall mi fa troppa paura per mettere 10).

Annunci

Io non ho bisogno di denaro

Io non ho bisogno di denaro
ho bisogno di sentimenti
di parole
di parole scelte sapientemente
di fiori detti pensieri
di rose dette presenze
di sogni che abitino gli alberi
di canzoni
che facciano danzare le statue
di stelle che mormorino
all’orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia
questa magia che brucia
la pesantezza delle parole
che risveglia
le emozioni e dà colori nuovi. 

 

Questa poesia di Alda Merini l’ho scoperta facendo questo test http://libreriamo.it/test/quale-poesia-sei-scoprilo-con-test/ su Libreriamo. Mi è piaciuta molto e niente, volevo condividerla con voi! Secondo Libreriamo sono proprio una bella poesia 🙂

 

.

Sto guardando…

 

Sono tre anni ormai che abito a Roma e sono tre anni che passo le mie serate a guardare serie Tv. L’introduzione a questo fantastico mondo dello streaming, di questi siti che racchiudono tutte le serie del mondo è avvenuta a gennaio del 2013, quando una mia amica organizzò una maratona di serie a casa sua, la serie in questione era Il Trono di Spade. Da allora in poi, quando non posso uscire per mancanza di fondi da spendere, io e il computer diventiamo un tutt’uno.

In questo momento sto guardando:Vikings: Una delle mie serie preferite, cruenta al punto giusto. Fatta dalla History Channel, produzione anglo-canadese. Per me, che sono un’archeologa questa serie è stata una rivelazione. Ricostruzioni quasi perfette, trama molto coinvolgente. Il protagonista è Ragnar Lotbrok, sovrano Scandinavo che organizza le prime invasioni in Gran Bretagna ed in Francia.

Doctor Thorne: Julian Fellowes dopo Downton Abbey ci regala questa chicca. La serie di sole tre puntate è tratta dal romanzo di Anthony Trollope. Storia d’amore e di proprietà, Fellowes è sempre legato alle questioni economiche delle tenute inglesi ed ovviamente la serie è in costume, siamo infatti nell’800.

Once Upon a Time: Ripartito il 7 marzo dopo lo stop invernale, con la meravigliosa notizia che ci sarà anche una sesta serie. Una serie secondo me geniale, ABC, i registi Kitsis – Horowitz. Ma si vede che c’è anche tanta, tanta Disney! La trama è molto complessa, si intrecciano molte vicende, forse troppe. È una bella serie anche se gli effetti speciali a volte lasciano un po’ a desiderare. Una cosa odio: Ci sono troppe puntate per ogni stagione e questo rende un po’ noioso seguirla in alcuni punti, perché ci sono puntate praticamente di passaggio dove non succede nulla!

New Girl: Ammetto che lo vedo quando non ho nulla proprio da vedere, non è il mio genere, ma è mooolto divertente, poi le puntate durano solo 20 minuti, ottimo passatempo!

ng1

Delitti in paradiso: Non sono un’amante delle serie poliziesche, a parte White Collar (una delle mie serie preferite di sempre) non ne ho mai viste, ma questa è diversa, un detective inglese va a risolvere casi ai Caraibi e la cosa bella è che, c’è un filo sottile che tiene legata tutta la vicenda, ma le puntate sono incentrate sul crimine, possono essere quasi autonome. Inoltre il caso viene risolto solo nei minuti finali, gioca molto sulla suspense ed è divertente e umoristico il detective inglese ama il freddo e la pioggia, immaginatevi come si sente tra caldo e sabbia e in mezzo ai francesi!

House of Mouse: Sì, è lui! La casa del Topo che facevano su Disney Channel, una pensata geniale secondo me! Tutti i personaggi della Disney che s’incontrano in un locale per vedere altri cartoni. Il top proprio.

Duck Tales: Ancora Disney, le vicende di tutta la famiglia dei paperi. Avete sentito che faranno una nuova “stagione” per il 2017? Sono veramente contentissima, Duck Tales è magnifico!

Mad Men: Appena iniziata, ambientata negli anni ’40 a New York. Rappresenta il mondo delle pubblicità, delle grandi società americane. Per ora ho visto poche puntate, ma mi piace, la trovo un ottimo specchio della situazione femminile dell’epoca, poi i costumi! Eccezionali!
Voi invece, che cosa state guardando di interessante? Che mi consigliate, visto che seguo pochissime cose? 😀

 

PIZZA TAG

tagpizza

 

Che mondo sarebbe senza pizza? La pizza può essere mangiata tutti i giorni, tutto il giorno, non stanca mai! Ringrazio https://tramineraromatico.wordpress.com/ per avermi nominata e http://bloodyivy.it/ per aver creato questo splendido tag!

Le regole:

1. Usare l’immagine originale del Tag.
2. Citarne l’ideatore e ringraziare chi vi ha nominato.
3. Raccontare che pizza scegliete, il perché, come la mangiate
4. Taggare altri bloggers

 

Aaallora, oltre alla fantastica Margherita, io ADORO le pizze ricche, belle “chiene e purpose” si dice da me, saporite!

Le mie preferite in assoluto sono la CAPRICCIOSA e la SPECK E RUCOLA.

Ovviamente, mangio tutto rigorosamente con le mani, quel bel senso di fetta piena lo puoi avere solamente alzando il trancio con le mani, dal piatto, e vedendo che tutta la quantità di roba che c’è sulla fetta scivola via, la devi sentire al tatto la composizione della pizza, ti deve lasciare la farina sulle mani. Una cosa che pretendo sempre è: tanta, tanta mozzarella, tutto deve essere filante e ben amalgamato.

Adoro la pizza, e voi? Come la mangiate?

https://chezliza.wordpress.com/

https://marzia.wordpress.com/

https://visionidalbasso.wordpress.com/

https://ilmioblogpercaso.wordpress.com/

https://blackpepperrecipe.wordpress.com/

https://ricettedacoinquiline.wordpress.com/

https://esetidicessiche.wordpress.com/

 

 

 

FUMETTO ITALIANO

 Cinquant’anni di romanzi disegnati.

Qualche giorno fa sono andata alla mostra del fumetto al museo di Roma in Trastevere, la mostra si terrà fino al 24 aprile. L’idea era interessantissima, brillante. La mostra viene presentata così:”Lungo le sale del Museo il visitatore potrà immergersi in un mondo di personaggi unici, di scenari mutevoli, di tavolozze colorate, di nero di china e di bianchi abbaglianti alla scoperta dei lavori dei Maestri del fumetto di ieri e di oggi.

Un appuntamento imperdibile per gli appassionati da sempre e un’ottima occasione per chi vuole avvicinarsi e approfondire la “nona arte” in tutte le sue molteplici espressioni.”

Allora, a me è piaciuta e molto, ma non la vedo una mostra per gli appassionati, ma più una iniziazione a chi non si è mai avvicinato a questo mondo. L’esposizione presenta le tavole originali delle graphic novels di questi autori: Hugo Pratt,Altan, Carlo Ambrosini, Ausonia, Dino Battaglia, Paolo Bacilieri, Roberto Baldazzini, Sara Colaone, Marco Corona, Elfo, Luca Enoch, Guido Crepax, Manuele Fior, Otto Gabos, Massimo Giacon, Gabriella Giandelli, Vittorio Giardino, Francesca Ghermandi, Gipi, Igort, Piero Macola, Magnus, Milo Manara, Lorenzo Mattotti, Attilio Micheluzzi, Marino Neri, Leo Ortolani, Giuseppe Palumbo, Andrea Pazienza, Tuono Pettinato, Sergio Ponchione, Davide Reviati, Filippo Scozzari, Davide Toffolo, Sergio Toppi, Pia Valentinis, Sebastiano Vilella, Vanna Vinci, Fabio Visintin, Zerocalcare.

È bella perché mostra come nasce un fumetto, com’è una tavola solo disegnata, con i balloons appiccicati alla tavola con lo scotch e le scritte cancellate, le prove dei colori. Gli autori sono molti e quindi ci si avvicina anche a nuovi fumetti di cui non sapevamo l’esistenza (almeno per quanto mi riguarda) sono infatti rimasta molto colpita da alcune delle tavole esposte e credo che comprerò alcuni di quei fumetti.
La mostra però, secondo me ha una serie di problemi: Le tavole non sono tutte della stessa graphic novel per alcuni autori e questo non viene sempre specificato bene e crea confusione. Sono poi rimasta perplessa dalla scelta di alcune tavole, come si possono mettere 7 tavole del Corto Maltese di Hugo Pratt facendo comparire i personaggi più insulsi delle storie e non mettendoci nemmeno di sfuggita Rasputin, che è il personaggio più presente dopo Corto? O ancora, passiamo a Crepax: OK Valentina è il suo fumetto più famoso, ma perché mettere il “Dracula” inserito in Valentina e non la trasposizione a fumetti del Dracula di … Che lui ha disegnato? E così via…
Non so la mostra è bella, interessante, ma ci sono delle cose che mi lasciano molto perplessa. Anche le didascalie poi, cavolo, spendeteci qualche parolina in più!

Molto probabilmente avevo troppe aspettative per questa mostra, comunque ve la consiglio! A parte queste perplessità, le tavole sono meravigliose e sono molte, vi lascio con una carrellata delle mie preferite:

WP_20160308_16_23_09_Pro 1WP_20160308_16_21_21_Pro 1WP_20160308_16_20_46_Pro 1WP_20160308_16_15_37_Pro 1WP_20160308_16_14_36_Pro 1WP_20160308_16_13_07_Pro 1WP_20160308_16_11_04_Pro 1WP_20160308_16_10_40_Pro 1WP_20160308_16_09_30_Pro 1WP_20160308_16_04_32_Pro 1WP_20160308_16_02_07_Pro 1WP_20160308_16_02_55_Pro 1WP_20160308_15_55_20_Pro 1WP_20160308_15_52_55_Pro 1WP_20160308_15_55_52_ProWP_20160308_16_00_51_ProWP_20160308_16_01_39_Pro 1WP_20160308_16_01_58_Pro 1WP_20160308_15_51_10_Pro 1WP_20160308_15_49_33_Pro 1

Come i fiori di notte

Buona festa delle donne a tutte! Proprio oggi, vi voglio parlare di un romanzo che ha come protagoniste tre donne. “Come i fiori di notte” (titolo originale “China Dolls”), uscito nel 2014, scritto da Lisa See. Prezzo 18,90 euro, ma io l’ho pagato 9 al Libraccio!

tumblr_nuzczdF8iC1tezf1qo1_1280

Lisa See, è una scrittrice che ho conosciuto quando è uscito un libro che ho amato: “Fiore di neve e il ventaglio cinese”.
I romanzi della See si basano tutti su grandissimi segreti. E questo libro non è da meno.
L’impostazione però è un po’ diversa dal solito, le protagoniste sono tre (sempre interpreti femminili per la See) ognuna narra un capitolo dal suo punto di vista. Questa soluzione è molto apprezzabile, perché fa vivere in pieno le emozioni delle tre ragazze: Ruby, Grace ed Helen e i capitoli si alternano in modo molto armonioso nonostante il narratore cambi ogni volta.

La storia si snoda nel decennio 1938-1948, le tre ragazze, due cinesi: Grace ed Helen ed una giapponese: Ruby, si trovano a scappare chi dall’oppressione dei genitori, chi per gli abusi e chi per la voglia di sfondare. Sono in realtà nate in America (anche se una di loro vuole solo farlo credere), sono delle vere occidentali ma la loro origine le metterà di fronte a molte difficoltà. Si incontrano a San Francisco e qui iniziano la loro carriera come ballerine nel famosissimo nightclub “La Città Proibita”. Si fanno strada diventando le ballerine di punta, vengono ingaggiate per altri ruoli, partecipano a film, entrano nel giro del chop-suey… A poco a poco diventano famose e stringono sempre di più il loro rapporto di amicizia. Diventano davvero inseparabili, nonostante alti e bassi, gelosie, invidie. Ad un certo punto però tutto viene messo in discussione: (andate in fondo per lo spoiler).


Devo dire che il finale non è tra i più entusiasmanti, ma il libro nonostante sia un bel mattoncino scorre molto bene. I continui cambi di narrazione lo rendono movimentato, ma mai confusionario. Mi piace molto lo stile della See, riesce a far entrare il lettore nelle sue storie e riesce a trasportarlo nella piena cultura orientale, anche se tutta la vicenda si svolge negli Stati Uniti. Le atmosfere esotiche non mancano e soprattutto non manca la descrizione dello stile di vita delle famiglie orientali che la See riesce sempre a rappresentare al meglio in ogni epoca. I suoi romanzi, almeno finora sono tutti ambientati in età diverse e sono un ottimo spaccato per comprendere i modi di vita cinesi.
La descrizione della cultura e dello stile di vita cinese viene lasciato ad Helen. È lei che, proveniente da una rispettabilissima famiglia tradizionale cinese, racconta la sua struttura e dal suo punto di vista si capisce cosa pensano i cinesi dell’occidente, dell’America, dei Jap. La cosa che contraddistingue Helen sono i proverbi, che inserisce praticamente sempre.

“Un’artista dello spettacolo somiglia molto a una camelia, che non appassisce, nè perde i petali o si secca sul ramo. Al culmine della sua bellezza, un fiore di camelia cade intatto dal cespuglio. Eravamo carpe intrappolate in uno stagno asciutto, o, per usare il linguaggio dei lo fan, soubrette stagionate e stanche.”

Tra le tre è il personaggio che preferisco perché è quello che cambia di più nel corso della vicenda, un animo solitario, malinconico, ma estremamente coraggioso e che tiene dentro di sé i segreti più dolorosi. Grace e Ruby invece sono molto meno apprezzabili come personaggi, non hanno una vera e propria maturazione. Grace rimane sempre troppo fragile e un po’ troppo frivola per i miei gusti, sempre con la voglia di scappare via dai problemi. Ruby invece deve affrontare situazioni particolari: arresti, permanenza in un campo per Jap, la morte dei fratelli, ma nonostante tutto questo ha un carattere definito dalla prima pagina e immutabile. Sicura e fin troppo piena di se, dal 1938 al 1988 non fa altro che mettersi in mostra, trovare ingaggi e cercare di primeggiare. Un animo scherzoso, provocante ed eternamente malizioso con tutti.

È un romanzo che consiglio, la storia è piacevole ed appassionante, fa mantenere vivo l’interesse fino alla fine, si scoprono a poco a poco i vari personaggi ed’ è un continuo crescendo fino all’exploit finale, ma a dir la verità non mi ha conquistata al 100% e non lo inserisco tra i romanzi migliori della See. Rispetto agli altri ha qualcosa che gli manca, però è davvero una bella storia!

Voto: 7

Continue reading “Come i fiori di notte”

Blog su WordPress.com.

Su ↑