Come si fa una tesi di laurea.

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Come si fa una tesi di laurea è un libro del 1976, scritto da Umberto Eco per Bompiani. L’edizione che ho io è del 2013 e costa 10,00€.
Parlare di Umberto Eco per me ora è davvero difficile, sono una sua grandissima sostenitrice e il suo lutto mi ha colpita molto. Non sono ancora pronta a parlare dei suoi romanzi che mi hanno trasmesso l’amore per la lettura e per la storia, vi parlerò oggi di un’opera diversa.

“La tesi è come il maiale, non se ne butta via niente.”

Come si fa una tesi di laurea è un manuale di istruzioni per l’uso. Eco si rivolge ai laureandi in materie umanistiche, ma secondo me è un ottimo supporto per tutti. Innanzitutto ho apprezzato moltissimo il 1° capitolo in cui parla del sistema della laurea in Italia e aderisco alla sua critica. Lui infatti pensa che a 21-22 anni, dopo soli 3 anni di università non si possa pretendere da un ragazzo una ricerca così serrata come la tesi, perché dopo soli 3 anni non ha nè la conoscenza adatta su un determinato argomento, nè le idee chiare su cosa davvero fare nella vita. Per non parlare del fatto che scrivere una tesi è difficilissimo, dato che nelle Università italiane non si fa esercitare per nulla la scrittura. Anche secondo me questa cosa è impensabile ed io stessa mi sto trovando in non poche difficoltà per scrivere la tesi, ma questo libro mi ha chiarito vari punti.

Innanzitutto il libro è diviso in 6 capitoli:
1. Cos’è una tesi di laurea e a cosa serve.
2. La scelta dell’argomento.
3. La ricerca del materiale.
4. Il piano di lavoro e la schedatura.
5. La stesura.
6. Il piano definitivo.

Nel capitolo 1 parla oltre che della stupidaggine delle università italiane, della differenza tra le tesi italiane e quelle estere, i vari tipi di tesi che possono esserci, facendo una panoramica generale.
Nel capitolo 2 invece offre davvero tantissimi spunti sulla scelta di un argomento, in base sia alle conoscenze, sia ai mezzi che i ragazzi hanno per acquisire tutto quello di cui hanno bisogno per lo studio; quali sono gli argomenti più facilmente contestabili e quali quelli che possono lasciare a bocca asciutta la commissione.
Mi è servito particolarmente il capitolo 3, perché da ottime dritte per le ricerche in biblioteca, come muoversi in mezzo a tante informazioni ed un ottimo supporto è anche il capitolo 4. Qui Eco fa tanti esempi di metodi in cui si può organizzare lo studio per la tesi, mostra molti tipi di schede che aiutano a snellire il lavoro, a ricordarci meglio opere e contenuti, parla anche di come sottolineare, come riportare citazioni, insomma dà tantissimi consigli che mi sono serviti anche per lo studio in generale.
Il 5 e 6 sono capitoli davvero utilissimi, non solo descrive tutti i modi in cui fare una bibliografia, ma anche come scrivere le note, quando sottolineare le parole, come dividere la tesi in capitoli, come strutturare il testo della tesi con tanto di informazioni sulla spaziatura, sui margini che la pagina deve rispettare, come ordinare i paragrafi, qual è il linguaggio e la punteggiatura adatta a questo tipo di scrittura e tanto altro.
Il tutto farcito da una ottima dose di ironia e una infinità di esempi, che possono davvero giovare a chi ha tanta confusione.

“Non so quale sia la morale di questa storia, ma so che ce n’è almeno una, ed è molto bella. Auguro ai miei lettori di trovare nel corso della loro vita molti abati Vallet, e auguro a me stesso di diventare l’abate Vallet di qualcun altro.”

Nonostante l’argomento non sembra dei più interessanti devo dire che è stata una lettura piacevole, mi ha aiutato e mi ha chiarito le idee in tanti punti. Insomma è un libro che fa il suo dovere. L’unica pecca? È stato scritto nel 1976 quindi alcuni dei metodi che consiglia ora sono superati, soprattutto le tante indicazioni che dà su come impaginare la tesi sono ora antiquate, visto che quelle indicazioni erano per scrivere a macchina!

Voto: 7½

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